Cosima e Sabrina Misseri non rispondono al Gip

Cosima Serrano e Sabrina Misseri,
madre e figlia detenute, la prima da giovedì la seconda da metà
ottobre, con l’accusa di essere coinvolte
nell’omicidio di Sarah Scazzi avvenuto lo scorso 26 agosto ad Avetrana

Taranto - Sono iniziati poco fa gli interrogatori di garanzia nel carcere di Taranto di Cosima Serrano e Sabrina Misseri, madre e figlia, detenute, la prima da giovedì la seconda da metà ottobre, con l’accusa di essere coinvolte nell’omicidio di Sarah Scazzi avvenuto lo scorso 26 agosto ad Avetrana. A quanto si apprende madre e figlia sono rimaste in silenzio davanti al Gip.  Nel penitenziario sono giunti il procuratore capo della Repubblica della città jonica Franco Sebastio, il procuratore aggiunto Pietro Argentino, il sostituto Mariano Buccoliero (gli ultimi due titolari delle indagini), i carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria, il giudice per le indagini preliminari Martino Rosati, gli avvocati di Cosima, Franco De Jaco e Luigi Rella, e l’avvocato di Sabrina, Nicola Marseglia. Non è chiaro quale dei due interrogatori è stato fissato per primo. Entrambe possono avvalersi della facoltà di non rispondere. Davanti al carcere è presente una folla di giornalisti e d fotocineoperatori.

I legali di Cosima Gli avvocati di Cosima Serrano, Franco De Jaco e Luigi Rella, ricorreranno al tribunale del Riesame di Taranto per fare annullare l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti della donna. "La scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere - hanno spiegato i due legali - è condivisa da noi difensori. Abbiamo ritenuto di suggerire questa scelta perché consona alla fase processuale. Abbiamo avuto modo di approfondire gli elementi a carico di Cosima, ma siamo dell’idea che in questo momento non era opportuno rendere l’interrogatorio".