Costruiti duecento edifici fatti di cartongesso

I temi dell'Esposizione milanese del 1906 furono molti: traforo del Sempione, acquicoltura (per questo sorse l'acquario liberty) trasporti ferroviari, automobilismo e ciclismo, aeronautica, metrologia, agraria, previdenza, igiene, ottimizzazione del lavoro. E proprio nella sezione dedicata alla previdenza, venne esposto il bilocale-tipo del quartiere di via Solari, con arredi semplici e robusti progettati da Augusto Ghedini ed Emilio Dozzio e costruiti dai ragazzi delle Scuole d'arti e mestieri dell'Umanitaria. Quell'«Expo d'antan» fu insomma una grandiosa celebrazione del lavoro umano e dei progressi nelle conoscenze scientifiche e tecniche. Non mancarono punti di ristoro, divertimenti e attrazioni. All’Expo di inizio secolo, in una Milano che cominciava a trasformarsi, i visitatori paganti furono più di sette milioni e vennero costruiti più di duecento edifici usando materiali poco duraturi come il gesso, la cartapesta e il cartongesso. Tanto che furono tutti smantellati al termine della manifestazione. Compreso il grande faro della Marina, alto 60 metri con tanto di «ascensore idraulico» a servizio dei visitatori. Oggi si parla di numeri ben diversi: i sette milioni di visitatori dell’anteguerra cedono il posto a cifre di altro peso. Per il 2015 sono attesi oltre 70mila visitatori