Criminalità, Senato approva il Codice antimafia Granata: "Infiltrazioni pericolose nelle Regioni"

<p>
Approvato al Senato il codice antimafia. Berlusconi soddisfatto: &quot;Daremo ai giovani un Paese libero&quot;. Ma Granata avverte: &quot;Sia tra le candidature che tra gli eletti ci sono zone d’ombra&quot;. Schifani: &quot;La legalità non è esclusiva di nessuno&quot;
</p>

Roma - "Ancora una vittoria dell’antimafia dei fatti, quella che abbiamo portato avanti dall’inizio di questa legislatura con una serie di successi e risultati concreti che nessuno aveva mai ottenuto prima". Con queste parole il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, saluta il codice antimafia approvato oggi a Palazzo Madama. Il ddl era stato approvato a fine maggio alla Camera con 367 voti su 367 presenti.

Il piano antimafia L’attività del parlamento e il numero di provvedimenti approvati in questi due anni dimostrano che la questione della legalità "sia patrimonio di tutti gli uomini che stanno in politica e non è esclusiva di nessuno" ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, a conclusione delle votazioni sul ddl antimafia. Schifani ha ringraziato tutti i gruppi parlamentari "e il senso di responsabilità dei partiti di opposizione che pur nella esigenza di un miglioramento del testo approvato dalla Camera, hanno fatto prevalere un’altra esigenza quella dell’approvazione immediata, accogliendo il mio invito". Schifani ha aggiunto di non ritenere che esistano precedenti nella storia parlamentare dal momento che in due anni "il parlamento ha approvato provvedimenti importanti dimostrando che la legalità è patrimonio di tutti gli uomini che stanno in politica e non è esclusiva di nessuno. Lo dobbiamo a tutte le vittime della mafia che hanno pagato con la loro vita il contrasto alla mafia".

Berlusconi: "E' una vittoria" "Ancora una vittoria dell’antimafia dei fatti, quella che abbiamo portato avanti dall’inizio di questa legislatura con una serie di successi e risultati concreti che nessuno aveva mai ottenuto prima". Berlusconi ha sottolinea che il governo "ha catturato 26 dei 30 latitanti più pericolosi, sequestrato e confiscato beni stimati per oltre 13 miliardi di euro, frutto del crimine organizzato. Abbiamo rafforzato tutta la legislazione di contrasto alla criminalità organizzata". "Oggi - ha rimarcato il presidente del Consiglio - con l’approvazione del Senato, diventa legge il piano straordinario contro le mafie ed il governo ottiene importanti deleghe in materia di normativa antimafia, come deciso dal Consiglio dei ministri di Reggio Calabria dello scorso gennaio". "In primo luogo - ha sottolineato Berlusconi - il governo ha una delega per l’emanazione di un vero e proprio codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione nonchè delle nuove disposizioni delle documentazioni antimafia".

Granata: infiltrazioni nelle Regioni Tra candidati ed eletti ci sono zone d’ombra e casi di mancato rispetto del codice etico anti mafia. Lo dichiara Fabio Granata, vice presidente della Commissione antimafia e deputato di Futuro e libertà. "Nonostante la condivisione teorica al codice etico promosso dalla commissione Antimafia - dichiara - sia tra le candidature che tra gli eletti ci sono infiltrazioni e zone d’ombra. Nonostante la carente collaborazione delle prefetture stiamo ricomponendo il quadro e riferiremo alle Camere. La politica rompa ogni ambiguità nella lotta alla mafia". Per Granata "alcuni partiti e alcuni candidati alla presidenza delle Regioni non hanno vigilato come era richiesto e doveroso". 

Grasso: "Lo Statoi non può aver avuto paura" Per il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, i rischi di attentati da parte della mafia, come quelli di Firenze, di Capaci e di via d’Amelio, "ci sono sempre, soprattutto in momenti di tensioni politiche". Così ha risposto il procuratore al giornalista che gli chiedeva se può tornare una strategia della tensione della mafia. "Non dimentichiamo - ha ricordato Grasso - che nel ’92 gli attentati sono avvenuti a ridosso di tangentopoli. Può esserci qualcuno che vuole approfittare del momento politico per dare uno scossone. Ho sempre interpretato queste cose - ha sottolineato Grasso - come una voglia di conservare più che destabilizzare il sistema". In merito a possibili attentati della mafia Grasso ha risposto di "non avere la palla di cristallo". "Spero che non sia così, che si rendano conto che nel momento in cui riaprono una stagione del genere di stragi, di attacco alle istituzioni, sarà ancora peggiore la repressione dello Stato. Lo Stato, le forze di polizia e la magistratura non hanno mai cessato al momento la repressione e continuano a fare opere di bonifica".