Crisi debito, la gaffe della commissaria Ue greca: "L'uscita dall'euro è sul tavolo. Torna la dracma"

Scivolone della commissaria Ue alla pesca e membro del Pasok, Maria Damanaki: ""Lo scenario di una uscita della Grecia
dall’euro ormai è sul tavolo". Immediata la smentita del governo di Atene. Ma il governo Papandreou è chiamato a risanare per ritrutturare il debito

Atene - L'ipotesi innominabile ventilata dalla commissaria greca all'Ue. "I più grandi obiettivi che la Grecia ha raggiunto nel dopo-guerra, ossia l’euro e la presenza del nostro Paese nel mercato europeo sono in pericolo" ha affermato la commissaria per la pesca e membro del Pasok, Maria Damanaki. "Lo scenario di una uscita della Grecia dall’euro ormai è sul tavolo. Abbiamo la responsabilità morale di guardare al dilemma con chiarezza: o troviamo un accordo con i creditori in modo che il nostro programma di duri sacrifici abbia risultati, oppure torniamo alla dracma" ha ammonito la commissaria. Immediata è arrivata la smentita dal suo governo.

La smentita del governo Il futuro della Grecia è soltanto "nel quadro dell’euro" e non c’è "alcuna discussione" di un’eventuale uscita dalla moneta unica, ha dichiarato il portavoce dell’esecutivo Georges Petalotis. A livello Ue tutti sono concordi sul fatto che i 110 miliardi di euro concessi alla Grecia l’anno scorso non siano sufficienti per permettere al governo di George Papandreou di far fronte ai titoli in scadenza l’anno prossimo, ma tra loro non c’è ancora nessun accordo su come colmare la voragine.

La ricetta Berlino e i suoi alleati nella Ue premono affinchè la Grecia metta a posto i propri conti attraverso un drastico piano di tagli alla spesa e una ristrutturazione del debito. La Bce, invece, è decisamente contraria a questa ipotesi definendola una sorta di "film horror" e piuttosto che allungare le scadenze o tagliare i pagamenti ai creditori, chiede che siano gli altri stati membri dell’Eurozona a contribuire a ripianare il buco di bilancio ellenico se Atene non dovesse farcela da sola. Da tempo contrario ad una ristrutturazione è anche il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, e oggi ha inoltre sottolineato che una "ristrutturazione soft" non sarebbe sufficiente a risolvere la crisi finanziaria in cui è piombata la Grecia. "Chiedo risparmi, riforme strutturali e privatizzazioni" ha detto Juncker in una intervista a radio Rtl Lussemburgo.