Crolla il killer della farmacista: «Non mi invitò a cena»

È crollato, ha confessato e poi è scoppiato in un pianto ininterrotto. Dopo aver disperato negato per quattro giorni ogni accusa, Antonio Passalacqua ha ammesso di aver ucciso Veronica Giovine all’alba di giovedì scorso a Cinisello Balsamo. Subito il delitto era poi tornato a casa, proprio di fronte all’abitazione della vittima, dove sono andati a prenderlo gli agenti del commissariato.
A far scattare la furia omicida sia stata uno «sgarbo»: la sera prima vittima non l’aveva invitato a una cena con un’amica. Del resto sembra che Veronica Giovine, 34 anni, non fosse molto fiera di quel rapporto con un uomo di un anno più grande che non aveva arte ne parte e che ogni tanto finiva in galera. «Mai saputo fossero insieme - spiegò infatti il fratello gemello Maurizio - Quando mia sorella viveva con i genitori e me aveva avuto una relazione e ci aveva subito presentato il suo ragazzo. Questo invece mai».
Veronica, perito aziendale, corrispondenze e lingue estere, era una ragazza autonoma e indipendente. Dopo il diploma aveva trovato lavoro presso la municipalizzata di Cinisello Amf e quattro anni fa aveva deciso di comprare casa in via Rossini. Qui aveva conosciuto Antonio, 35 anni, e aveva intrecciato una relazione senza però dirlo a famigliari e amici. Nel 2010 aveva tentato di interrompere il rapporto ma lui l’aveva minacciata, picchiata, sequestrata in casa. Lei lo aveva denunciato e il magistrato aveva imposto ad Antonio di non avvicinarsi. Ma lei stessa pochi giorni dopo ne aveva chiesto la revoca.
Poco dopo comunque Passalacqua fu arrestato per un furto di rame e finì dentro qualche mese. Uscito a giugno 2011 aveva ripreso, tra alti e bassi, a frequentare la ragazza. Fino a quando il 27 settembre Veronica invita un’amica a cena senza avvertirlo. La sera dopo lui si presenta per «chiarire» lo sgarbo e ne nasce una violenta discussione. Al culmine del quale, presumibilmente tra le 3 e le 4 del mattino, l’uomo avrebbe ripetutamente colpito la donna con un coltelaccio da cucina e con uno più piccolo da tavola, almeno quaranta volte. La mattina dopo i colleghi di lavoro no vedendola lanciano l’allarme e verso le 13 è proprio la mamma di Veronica, Adele, a fare la macabra scoperta.
Gli agenti vanno subito in cerca di lui e iniziano a battere alla sua porta. L’uomo non risponde sperando, nella sua mente confusa, che i poliziotti avrebbero lasciato perdere. Solo quando i vigili del fuoco romponola finestra, si presenta alla porta dicendo di non aver sentito nulla. Portato al commissariato per ore nega ogni responsabilità. Fino a quando ieri mattina davanti al gip crolla e confessa tra le lacrime.