Il crollo del Pil Usa affossa Piazza Affari

Mibtel in calo dell'1,9% con le banche, Fiat e Generali. Ed Enel cade a picco (-7,2%) per lo spettro dell'aumento di capitale

Chiusura in rosso per Piazza Affari: l'indice Mibtel ha perso l'1,9% tra scambi per 1,8 miliardi di euro; ancora peggio l'S&P Mib (meno 2,4%). A spaventare continuano a essere in primo luogo i dati macroeconomici americani: nel quarto trimestre 2008 il Pil Usa è crollato del 6,2%. Un tonfo terrificante a cui si sono aggiunti i timori per gli interventi dello Stato nelle banche: a partire da quelli legati alla parziale nazionalizzazione di Citigroup. Le vendite sono tornate a colpire in primo luogo le banche (-5,1% lo stoxx del settore), seguite dal mondo delle assicurazioni (-5,1%) e da quello dell'auto (-3,5%). A Milano è colata a picco Enel (- 7,2% tra scambi vorticosi), schiacciata dalle indiscrezioni che ricostruiscono la volontà del gruppo energetico di lanciare un ingente aumento di capitale per assorbire l'impatto in bilancio dell'acquisizione della spagnola Endesa. Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha comunque evidenziato che Enel è un'azienda sana notando come la reazione della Borsa non corrisponde «al suo grande valore». In deciso calo anche Fondiaria (-6,6%), seguita da Fiat (-6,3% a 3,5 euro con il 3,2% del capitale scambiato) e Generali (-5,9%). In testa al listino principale hanno invece resistito Bulgari (+3,6%) e Parmalat (+1,7%) mentre Telecom ha guadagnato lo 0,3% nel giorno dei risultati. Tra le banche chiusura pesante, invece, per Intesa Sanpaolo (-2,7%), così come per il Banco Popolare e per la Banca popolare di Milano, in perdita rispettivamente del 2,4% e del 3,7%. Bene invece (Mediolanum (+1,3%) e Mediobanca (+0,4%). Le altre Borse europee. Francoforte ha perso il 2,5%, Parigi il 1,54%, Londra il 2,18%.