Adescava ragazzine sui social, condannato pedofilo

Sul pc di un 32enne salernitano sono stati ritrovati più di duecento filmati e mille immagini pedopornografiche. Ieri la condanna del gip a sei anni di reclusione

Contattava le ragazzine sui social per estorcere loro filmati hard, condannato a sei anni di carcere un 32enne salernitano che stava per farla franca approfittando del fatto che gli inquirenti avessero, inizialmente, incolpato il padre poi risultato completamente estraneo ai fatti.

L’uomo, originario di Campagna in provincia di Salerno e poi trasferitosi a Roma, aveva sul suo pc un vero e proprio carosello degli orrori. Gli inquirenti hanno trovato nel suo computer 243 video e quasi mille fotografie pedopornografiche. Orrore nell’orrore, una quarantina di queste ritraevano addirittura bambini al di sotto dei dieci anni. Secondo gli inquirenti, gran parte del materiale l’avrebbe ottenuto vagando per i meandri più oscuri di internet, scaricando dalla rete foto e video. Però, alcuni dei filmati e delle immagini se l’era procurate da solo. E proprio su questi fatti che è nata e s’è articolata la delicata inchiesta che ha portato alla condanna del 32enne salernitano.

Come riporta La Città di Salerno, l’uomo aveva contattato due ragazzine siciliane ottenendo la loro fiducia. Aveva raccontato loro di essere una coetanea e come tale si presentava. Ottenendo da loro l’amicizia sulle piattaforme social più utilizzate, aveva cercato di contattare le loro amiche. Il suo obiettivo era solo uno: costringere quelle giovanissime a spogliarsi in webcam e a compiere atti di natura sessuale online. Anche loro erano state ricattate e costrette a farsi filmare nude in cam. Così le ragazzine entravano in una spirale di vergogna e senso di colpa da cui era davvero difficile uscire. A tutto vantaggio delle perfide intenzioni del 32enne.

L’inchiesta per individuarlo è stata difficile e s’è rischiato pure un clamoroso abbaglio giudiziario. Rintracciato e analizzato il pc, i sospetti si erano inizialmente concentrati sul padre del giovane che a quel tempo viveva in casa con i genitori. Dopo il blitz degli investigatori, lui s’è trasferito a Roma. E intanto il padre è stato prosciolto da ogni accusa perché l’inchiesta aveva dimostrato che dietro agli assalti pedopornografici online c’era un’altra persona che viveva con lui mentre un'altra perquisizione, stavolta nella capitale, dimostrava chi ci fosse realmente dietro i fatti.

Arrestato a luglio scorso, ieri è stato condannato dal gip del tribunale di Salerno.