Adesso gli attivisti gay fanno la parodia ai manifesti pro life

Due attivisti hanno deciso di fare la parodia dei manifesti di ProVita. "Etero e gay - sostengono - giocano nella stessa squadra".

La questione dei manifesti pro life affissi a Roma per criticare la pratica dell'utero in affitto, l'iniziativa che aveva fatto nascere un'accesa discussione tra attivisti e istituzioni, tanto da coinvolgere pure la presunto oscuramento operato dal sindaco Virginia Raggi e dal Campidoglio, sembra destinata a far parlare ancora di sè.

Adesso, dopo la decisione della massima Autorità in materia, che ha definito il materiale di ProVita "non offensivo", quindi sì criticabile, ma non censurabile, sono spuntate delle parodie a firma di Ser&Gio. A raccontarlo è stato il quotidiano La Verità. Ma chi sono gli autori dell'opera che il quotidiano diretto da Belpietro ha associato a una caricatura? Si parla, stando sempre a quanto si legge, di "attivisti gay".

Sergio Sormani e Giorgio Donders, nella loro versione del manifesto, sono fotografati nell'atto di spingere un carrello della spesa che non contiene bambini, come nel caso di ProVita, ma palloni sportivi. "Etero e gay - si legge nel testo che accompagna l'immagine - giocano nella stessa squadra". Ma il riferimento più esplicito, forse, è quello che sostiene quanto segue: "Due palle non fanno un etero". La tesi sembrerebbe essere questa: non bastano gli attributi maschili per poter definire una persona eterosessuale.

ProVita, dal canto suo, aveva utilizzato una simbologia tipica del mondo consumistico, quella del carrello, probabilmente per sottolineare, dal loro punto di vista, la natura commerciale della maternità surrogata e delle prassi che gli ruotano attorno. La visione di Sormani e Donders sembra diversa. Non si capirebbe altrimenti il fine di parodizzare quanto sostenuto dai militanti pro life. I due avrebbero pure contratto un matrimonio civile. Un fatto, questo, che ovviamente non rileva rispetto all'iniziativa che hanno deciso di mettere in campo.

Da ProVita, almeno per ora, non sembra essere arrivata alcuna replica. Possibile che abbiano scelto di soprassedere. Pare, però, che il progetto di Sormani e Donders stia per avere un seguito. I manifesti di cui abbiamo parlato e altri di genere differente dovrebbero spuntare a Milano nel corso delle prossime settimane.