Adesso tassano anche le pedane per disabili: ​"Occupano il marciapiede"

A Conegliano un professionista colloca una rampa per carrozzelle ma si vede recapitare il bollettino della tassa per l'occupazione di suolo pubblico

La settimana scorsa era stata la volta della tassa sull'ombra. Ora, con il nuovo lunedì, tassano pure le pedane per i disabili.

Le cosiddette "rampe", in legno o in metallo, poste davanti agli esercizi commerciali o ai portoni delle case per permettere l'accesso alle persone in carrozzella. Uno strumento utile ed economico per eliminare una delle barriere architettoniche più odiose.

Eppure a Conegliano, in provincia di Treviso, Luciano Ottavian, titolare di uno studio di fisioterapia, si è visto recapitare una cartella di 34 euro per il pagamento della Tosap, la tassa per l'occupazione del suolo pubblico, dopo aver installato una rampa per disabili davanti al proprio studio. Molti dei suoi pazienti, infatti, si muovono solo in carrozzella e Ottavian voleva eliminare un ostacolo dannoso per tutti, pagando oltretutto la pedana di tasca propria.

Eppure, come spiega il quotidiano locale La Tribuna di Treviso, sulla legittimità del balzello è sorta più di una domanda: la pedana è collocata su un terreno privato, perché viene richiesto ugualmente il pagamento? E poi: il dispositivo è stato collocato nel punto dove si trova ora quasi dieci anni fa, come mai nessuno ha avuto nulla da ridire sino ad ora?

Gli abitanti del condominio in cui sorge lo studio si sono mobilitati a favore del professionista, dicendosi disposti a pagare la multa ma ricordando anche che la pedana è collocata interamente su suolo privato. La società di riscossione delle imposte, invece, replica che il marciapiede in questione è privato, ma di uso pubblico e pertanto il pagamento è dovuto. Una rigidità tale da spingere Ottavian, alla fine, a minacciare una causa legale.

Che in tutto questo rischino di perderci soprattutto i disabili, sembra non importare molto, agli esattori.

Commenti

giosafat

Lun, 23/03/2015 - 18:10

Contro l'ottusa stupidità, e gli ottusamente stupidi, non c'è ragione o evidenza che tenga.

vince50

Lun, 23/03/2015 - 18:18

Chiunque venga investito di un minimo di potere ne approfitta in modo schifosamente vomitevole.Non importa come non importa perchè,l'unica cosa che conta è di imporre il pizzo legalizzandolo.

Ritratto di venividi

venividi

Lun, 23/03/2015 - 18:27

Sono disperati. Non sanno più dove trovare i soldi per mantenere principescamente quel milioncino e passa di fancazzisti parenti stretti e lontani o amici degli amici dei nostri governanti e funzionari pubblici dal più importante al più infimo.

FRANZJOSEFF

Lun, 23/03/2015 - 18:30

QUESTI SOLDI SEREVONO PER GLI ZINGARI E QUELLI CHE ARRIVANO CON I BARCONI ALTRI 55 OGGI E FUTURI ELETTORI ITALIANI DELLA SINISTRA. VEDETE QUELLO CHE HANNO COMBINATO A BRESCIA.

Ritratto di franco_DE

franco_DE

Lun, 23/03/2015 - 18:33

incredibile paese sempre più merdoso e cittadini dei veri cessi.

simonemartini

Lun, 23/03/2015 - 18:35

Ma quanto siamo caduti in basso?E' dovere dello stato cercare di eliminare le barriere architettoniche!Avidi pezzenti non sanno più su cosa lucrare e vanno in giro a viso scoperto!

MONDO_NUOVO

Lun, 23/03/2015 - 19:07

da disabile auguro spassionatamente agli esattori in questione di trovarsi anche per un solo giorno in carrozzina a dover affrontare le barriere dell'ipocrisia e dell'indifferenza che hanno saputo così bene costruire!

leo_polemico

Lun, 23/03/2015 - 19:15

Certamente, andando a cercare, si trova la sentenza adatta per la contestazione. La pedana NON costituisce un ostacolo all'uso di tutti del marciapiede per cui la società di riscossione delle imposte comunali ha commesso un abuso. Mi era capitato un fatto simile qualche anno fa. Sotto al portico dove abito, area privata adibita ad uso pubblico, esistono le grate delle prese d'aria delle cantine a filo pavimento. Di esse il comune pretendeva il pagamento della tassa di occupazione: ho scovato una sentenza dove si affermava che non era dovuta. Facendo ricorso, citando la sentenza, mi è stata rimborsata solo per i gli ultimi TRE anni, anzichè tutti i 20 precedenti in cui avevo pagato: il colmo, senza buon senso ma con spreco, e ne potete ridere, è che sono stati emessi TRE assegni inviati con TRE raccomandate.

Cobra71

Lun, 23/03/2015 - 19:25

Sempre più schifo verso questo paese, totalmente rovinato, IN PRIMIS, dai caproni incapaci che lo governano e, IN SECUNDIS, dal sistema vorticoso di austerity imposto dalla lobby Europa e sostenuto dai caproni sopra enunciati. Si avvicina l'ora di mandare a fanxxxo il Belpaese, visto che gli italiani non hanno le palle per fare una rivoluzione come si deve!

blackbird

Lun, 23/03/2015 - 19:26

Giusto tassare. Siccome i regolamenti edilizi impongono un'altezza minima dal suolo per il pavimento del piano terra, è giusto pretendere che il Comune porti i marciapiedi al livello del piano, come avviene per i passaggi pedonali: è compito dell'Ente eliminare le barriere architettoniche che impone con propri regolamenti. Ricordiamoci però che è il Comune che fa il regolamento, la società appalttrice delle tasse lo applica solamente.

Paolino Pierino

Lun, 23/03/2015 - 19:31

Tagliamoli i cxxxxxxi se li hanno a questi ottusi tassatori burocrati del menga e dopo gli diremo chi lo ha preso in c...o se lo tenga

Ritratto di HEINZVONMARKEN

HEINZVONMARKEN

Lun, 23/03/2015 - 19:32

MA LA TASSA DI ROMPIMENTO DI CxxxxxxI AL CITTADINO NON C'è?

gentlemen

Lun, 23/03/2015 - 19:37

Quello che ancora non mi è chiaro è l'estremo superiore dell'idiozia della maggioranza dei sindaci italiani. Ma dove pensano di arrivare?

Anonimo (non verificato)

cgf

Lun, 23/03/2015 - 19:44

Se il marciapiede è più largo di mt.3,5 è da considerarsi cortile e la tassa non va pagata. Ma queste tasse le pagano anche i mille e più cinesi, quasi 2000 tra albanesi/macedoni/romeni/ucraini/moldavi + un altro migliaio di africani? A proposito di ombra, anche la torre del castello fa ombra, quando l'abbateranno?

Ettore41

Lun, 23/03/2015 - 19:58

Nome e Cognome del Direttore di questa Societa' di Riscossione Imposte.