Ciro Moccia, re della pasta di Gragnano, gambizzato in un agguato

Lo sfogo dell'imprenditore su Facebook: "Troppe cose penso in queste ultime ore, specie che in vita mia ho fatto sempre e solo del bene e creato posti di lavoro onestamente...Forse ho sbagliato?"

Il re della pasta, Ciro Moccia, titolare di alcuni pastifici a Gragnano (Napoli) e di alcuni supermercati sia a Gragnano che a Capri, è rimasto ferito nella tarda serata di ieri in un agguato. È stato sorpreso da un uomo armato di pistola mentre era in auto con il figlio.

Nei pressi della loro abitazione, che si trova in via Fratte, al confine tra i comuni di Gragnano e Castellammare di Stabia, hanno avvertito un paio di esplosioni, scambiate per fuochi d'artificio. In realtà, secondo quanto accertato dagli investigatori del commissariato di Castellammare di Stabia, erano due colpi di pistola che hanno raggiunto la vettura nel paraurti.

Padre e figlio stavano aspettando l'apertura del cancello quando l'uomo armato è entrato in azione: si è avvicinato al lato passeggero della Mercedes e, tenendo la pistola rivolta verso il basso, ha iniziato a sparare. Molti i colpi esplosi: la polizia scientifica ha trovato a terra 12 bossoli. Uno di questi ha trapassato la carrozzeria della macchina e ha raggiunto Moccia a un polpaccio. Al termine della sparatoria l'uomo si è dileguato.

Questa mattina è proprio lui a postare sul suo profilo Facebook i suoi pensieri: "Troppe cose penso in queste ultime ore, specie che in vita mia ho fatto sempre e solo del bene e creato posti di lavoro onestamente...Forse ho sbagliato?".

Ciro Moccia è il presidente del Nuovo Consorzio per la tutela della Pasta di Gragnano Igp, titolare di supermercati alimentari della catena "Decò", anche a Capri e, di recente, di un ristorante e pizzeria di grido, aperto nel centro di Gragnano, nel palazzo dell'ex pastificio Di Nola chiuso negli anni Sessanta e riaperto dalla famiglia Moccia con il nome "La Locanda della Pasta di Gragnano", con grande successo di pubblico.

Sul social network, in risposta alle parole della vittima dell'agguato, sono innumerevoli gli attestati di solidarietà all'imprenditore per quanto accaduto. Gli amici dell'imprenditore accusano i suoi "nemici" di "invidia, ignoranza e barbarie", ma nel contempo parlano di omertà, non escludendo sospetti sulla mano criminale che potrebbe nascondersi dietro questo agguato.

Gli investigatori indagano senza escludere alcuna pista, dal racket al tentativo di rapina, considerando che a un mese dal Natale le organizzazioni camorristiche impongono da sempre il "pizzo per i carcerati".