Alcoa, tensione davanti al ministero dello Sviluppo: due poliziotti feriti

Un agente e un funzionario sono stati colpiti dal lancio di petardi da parte degli operai della società sarda

Due poliziotti sono rimasti feriti questa sera davanti al ministero dello Sviluppo, a Roma, dove si sono riuniti alcuni manifestanti, esponenti dello stabilimento sardo dell'Alcoa.

Concluso il tavolo tra il governo e i sindaci, una ventina di persone ha scagliato grossi petardi contro le forze dell'ordine, ferendo leggermente un agente e un funzionario, che sono stati medicati sul posto.

Gli operai sardi hanno trascorso tutta la giornata davanti al ministero. Dopo il breve momento di tensione contro le forze dell'ordine, sono tornati sui pullman e ripartiti dalla Capitale.

Commenti
Ritratto di hernando45

hernando45

Lun, 28/10/2013 - 22:31

MA IL PARAF/ULO!!! CHE ha "AGGIUSTATO" (secondo Lui e i suoi sostenitori) l'Italia, questi dell'ALCOA NON li ha ancora sistemati?? Ma come?? Mandiamo le navi, gli elicotteri i DRONI a recuperare (raccattare)disperati per il Mediterraneo e NON ci occupiamo dei NOSTRI!!!!! Il problema dell'ALCOA è "VECCHIO" sono anni che NON si è riusciti a risolverlo e sapete perchè?? Perchè la produzione di alluminio richiede l'impiego di quantità elevata di energia elettrica. Quella energia elettrica che GRAZIE agli ANTINUCLEARISTI (che NON sono maggioranza nel paese ma che "SANNO GRIDARE DI PIÙ") e in Brianza c'è un detto che recita :"CHI VUUSAA PUSEE LA VACA L'È SUA!!" Sono riusciti nell'intento di fare in modo che l'energia elettrica COSTI IL DOPPIO che negli altri paesi e quindi l'ALCOA multinazionale AMERICANA di quell'America che piace tanto a WALTER e amici, ha deciso di NON produrre più in Italia, perchè troppo costoso. AMEN. Saludos

Ritratto di hernando45

hernando45

Lun, 28/10/2013 - 22:32

MA IL PARAF/ULO!!! CHE ha "AGGIUSTATO" (secondo Lui e i suoi sostenitori) l'Italia, questi dell'ALCOA NON li ha ancora sistemati?? Ma come?? Mandiamo le navi, gli elicotteri i DRONI a recuperare (raccattare)disperati per il Mediterraneo e NON ci occupiamo dei NOSTRI!!!!! Il problema dell'ALCOA è "VECCHIO" sono anni che NON si è riusciti a risolverlo e sapete perchè?? Perchè la produzione di alluminio richiede l'impiego di quantità elevata di energia elettrica. Quella energia elettrica che GRAZIE agli ANTINUCLEARISTI (che NON sono maggioranza nel paese ma che "SANNO GRIDARE DI PIÙ") e in Brianza c'è un detto che recita :"CHI VUUSAA PUSEE LA VACA L'È SUA!!" Sono riusciti nell'intento di fare in modo che l'energia elettrica COSTI IL DOPPIO che negli altri paesi e quindi l'ALCOA multinazionale AMERICANA di quell'America che piace tanto a WALTER e amici, ha deciso di NON produrre più in Italia, perchè troppo costoso. AMEN. Saludos

Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Mar, 29/10/2013 - 08:53

E' una grande prova di incoerenza. I Sardi sono stati gli antesignani nella nuova ondata di isteria popolare del 2011 contro il nucleare, hanno favorito nell'isola l'attecchimento di quella forma di cancro per il sistema elettrico e per l'economia produttiva che sono le cosiddette rinnovabili, che hanno fatto schizzare in alto il costo del chilowattora, in quanto a causa della loro insularità, di cui poi si lamentano con il governo nazionale, non hanno potuto scaricare sull'utenza nazionale i costi insostenibili di queste energie "sostenibili". Chiudono le aziende a più alta intensità energetica messe da queste scelte fuori mercato; si concretizza la "decrescita felice" tanto auspicata e conclamata ed, invece di festeggiare, protestano. Al riguardo mi sembra quanto mai calzante la presa di posizione del Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare (CIRN), rappresentato anche in Sardegna: "Amici Sardi, avete voluto le pale, ora tenetevele e non rompete le assonanti".

BlackMen

Mar, 29/10/2013 - 10:07

hernando45: gentile lettore, non è mia intenzione entrare nel merito della diatriba nucleare "si" o nucleare "no" ma mi limiterò ad un approccio empirico/matematico. Nell'ultimo referendum sull'argomento il 94,5% degli interpellati ha manifestato la propria contrarietà al nucleare. Essendo stata l'affluenza alle urne pari al 57% se ne evince facilmente che la maggioranza assoluta degli italiani è contraria al nucleare. Sulla base di quali dati sostiene il contrario?

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Memphis35

Mar, 29/10/2013 - 10:46

#BlackMmen. Il Suo ragionamento non fa una grinza. A questo punto, però, si spieghi correttamente ai dipendenti dell'Alcoa, ed a quelli delle altre imprese che delocalizzeranno a breve, che la loro controparte non sono le forze dell'ordine bensì l'indomita volontà (Ed a questo punto, direi, voluttà.) degli Italiani di andare , consapevolmente, a "escort". Alla faccia delle "energie pulite" su cui le nostre mafie hanno da tempo messo le grinfie. Intuendo che si può impunemente lucrare sulla dabbenaggine e sull'ignoranza crassa di questo paese in tema di rendimento energetico.

Raoul Pontalti

Mar, 29/10/2013 - 11:57

Bananas attivi anche sull'Alcoa di Portovesme....Tutta colpa del nucleare che non c'è...A nessuno che venga in mente che Portovesme doveva chiudere...prima di nascere. A suo tempo qualcuno si inventò che a fronte dell'esaurimento in Sardegna delle miniere di piombo e zinco da un lato e di carbone dall'altro, ossia della materia prima e dell'energia, fosse cosa utile realizzare un'industria metallurgica, un polo dell'alluminio addirittura. E così con denaro del contribuente lo Stato realizzò l'ennesima cattedrale nel deserto che importava bauxite ed energia per la produzione e la lavorazione di alluminio primario. La cosa stette in piedi fino a che l'impianto mangiasoldi restò pubblico, con la privatizzazione cominciarono i guai, nonostante iniezioni di denaro pubblico per garantire l'occupazione. Ora i nodi sono giunti al pettine: la Sardegna non ha vocazione industriale per svariate ragioni, insistere non ha senso se non quello dello sperpero di pubblico denaro. L'alluminio primario si produce convenientemente dove l'energia elettrica costa poco e non come pensano i bananas dove ci sono centrali nucleari, tanto è vero che i paesi nuclearizzati che producono alluminio primario lo producono con centrali idroelettriche (come il Canada e la Cina). La produzione di alluminio primario ormai è roba da terzo mondo anche per ragioni ambientali (fanghi rossi inquinanti: ricordare il terribile incidente di Ajka nel 2010 che riversò nel Tibisco nel 2010 oltre un milione di mc di acqua e fango rosso). I bananas non tengono mai conto dei danni ambientali e di conseguenza alla salute derivanti da certe attività industriali e che pure hanno un costo ben quantificabile. In certe zone poi il danno ambientale è anche danno paesaggistico con conseguenze sull'industria turistica, ma ance di questo i bananas non i preoccupano. L'industria dell'alluminio a Portovesme è una palla al piede per l'economia sarda e nazionale, lasciamo che chiuda e non sogniamoci di attuare una nuova conversione industriale, sarebbero soldi buttati.

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Memphis35

Mar, 29/10/2013 - 14:47

#Raoul Pontalti. Consueta lucidissima analisi. Degna di un ayatollah. A questo punto non resta altro che scegliere la persona adatta per comunicare la sentenza (inappellabile) ai lavoratori. Che ne diresti di offrirTi quale volontario? In alternativa potresti sempre offrirti quale generoso anfitrione per vitto ed alloggio delle maestranze.

Raoul Pontalti

Mar, 29/10/2013 - 15:50

La sentenza confratello mio è già stata comunicata lo scorso anno a tutti i lavoratori. Il problema è cosa fare dei lavoratori stessi e anche i tempi le modalità di dismissione degli impianti ed è di ciò che si discute ai vari livelli, compreso quello ministeriale. Una parte potrà essere impiegata nelle operazioni di bonifica (anche se non ci si improvvisa bonificatori...), mentre le maestranze più qualificate dovranno espatriare per continuare a svolgere il lavoro che sanno fare. Quello che non dovrà essere fatto è una riconversione ad un altro tipo di industria pesante o anche leggera ma del tipo della grande industria. In certe realtà la grande industria non ha (più) alcun senso. In Trentino si volle con esborso di denaro pubblico mantenere la grande industria: i risultati attuali sono chiusure dolorose che ora si accavallano e disoccupazione sempre più diffusa. La grande e per certi versi la media impresa industriale oggi si delocalizzano e si ristrutturano, le realtà locali non vocate (per ragioni demografiche, ambientali (ecosistemi delicati, scarsi spazi come in Trentino), sociali (mancanza di tradizioni industriali secolari), geografiche (lontananza da fonti energetiche, da vie di comunicazione, da mercati, etc.)) sono le prime ad essere penalizzate. Se queste considerazioni sono da ayatollah significa che convieni anche Tu che i religiosi sciiti sono persone serie...

Ritratto di hernando45

hernando45

Mar, 29/10/2013 - 15:53

"CARISSIMO" PONTALTI Sentendomi da Lei chiamato in causa con un appellativo SBAGLIATO (in quanto io sono uno di quelli che vanno in giro con l'elmo cornuto in testa,il fazzoletto verde al collo e bevo l'acqua del Pò) mi permetto di farle NOTARE quanto segue. Il problema dei costi dell'energia elettrica in Italia NON è solo il problema dell'ALCOA, l'ALCOA è solamente uno dei NOMI che emergono,ma ci sono altre grandi aziende consumatrici di grandi quantità di energia elettrica, che hanno da tempo DELOCALIZZATO (si dice così?) le loro produzioni di cui,( per non fare pubblicità gratuita non farò i nomi) come ad esempio i grandi costruttori Italiani di ELETTRODOMESTICI (sa ci ho lavorato per più di 20 anni in quel settore). Poi c'è da esaminare l'altro problema da Lei sollevato l'INQUINAMENTO!! Per decenni non si è sentito parlare d'altro che di INDUSTRE per il Sud, salvo oggi scoprire che le industrie INQUINANO!! OVVERO TUTTO ED IL CONTRARIO DI TUTTO!!! Questa è l'Italia di quelli come Lei SANDÌAS che "PONTIFICANO" SEMPRE SU TUTTO E POI NON COMBINANO MAI NIENTE. L'ITALIA DEI NO, NO INDUSTRIE, NO ENERGIA NUCLEARE, NO TAV ai quali NO, ovviamente corrisponde un NO SVILUPPO!!!! Altro che andare in America (il para ecc) a dire venite in Italia ad investire. L'unico "investimento" che SONO, SIETE stati capaci di fare VOI è quello della Kyenge!!! Saludos e mi stia bene in un paese che S/governato da quelli come Lei sta affondando.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 29/10/2013 - 17:29

Comune denuclearizzato. Ecco l'avviso che ogni buon sindaco megalomane, con sprezzo del ridicolo,fa affiggere all'ingresso del proprio paesello. Anche se composto da poche decine di abitanti. Indicativo dell'idiozia tutta italiana di attribuirsi orgogliosamente l'assenza di una forma di energia che, in ogni caso, solo un pazzo potrebbe concepire su di quel territorio. Quando ,poi, la mania contagia i governanti di una nazione...allora il problema diventa sensibilmente più grave e finisce per tradursi in un altro avviso decisamente macabro: Industrie-free.

angelomaria

Mer, 30/10/2013 - 12:03

tutosta' diventando sempre piu' grigio ed e'per colpa di chi libera questa gente una volta arrestestati hum vediamo chi puo'essere che sia lamagistratura e i suoi magistrati che non smettono di farsi conoscere torneranno ha colpire e questa volta sara'tutto ha carico vostro bestie ammaestrate eversive piu'degi eversivi esistestentie passati avete proprio esagerato e quando perche arrivera'il momento che dovrete pagare per i vostri sbagli be!mi auguro che abbia valore retroattiva vedremo quante masersati porche bmw volvo vi rimarranno!!!ah dimenticavo ville e villette e tuttele vostre porcherie verranno ha galla cisara da leggere per mesi