Alimentazione, salute e informazione

Medici e scienziati d'accordo sulla necessità di parlare del cibo nel suo complesso e non demonizzare i singoli nutrienti

L'approccio al tema alimentazione-salute troppo spesso ridotto alla focalizzazione sui singoli nutrienti, la qualità delle ricerche che influiscono sulle raccomandazioni emanate dall'Oms, e l'importanza di un'informazione divulgativa corretta sul cibo e il benessere sono stati i temi affrontati nel corso del convegno «Food Science & Food Ingredients: the need for reliable scientific approach and correct communication», organizzato il 24 marzo a Firenze dall'Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri).

Quanto alla tendenza «riduzionistica» ad affrontare il rapporto tra determinati nutrienti e salute a compartimenti stagni, è stato molto chiaro Dennis Bier, direttore dell' American Journal of Clinical Nutrition : «L'approccio che studia i singoli nutrienti è necessario per aiutare a definire risposte biochimiche a quell'elemento, ma non è in grado di cogliere la risposta a un'alimentazione complessa come quella umana». Ha risuonato chiaro anche l'avvertimento di Carlo La Vecchia, professore straordinario di Epidemiologia presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell'Università di Milano: «Gli anni di guerra ai grassi si sono dimostrati un misunderstanding scientifico, e la moderna tendenza alla “carbofobia” sembra andare nella stessa direzione». Concorde con queste tesi è stato anche Michele Gulizia, presidente nazionale Anmco e direttore della Divisione di Cardiologia dell'Azienda Garibaldi-Nesima di Catania: «Il cibo è un sistema complesso. Mentre da un lato è oggetto di un'attenzione mediatica quasi morbosa, scarsa è l'informazione sulle caratteristiche nutrizionali di ciò che mettiamo in tavola».

Durante il convegno fiorentino è stato messo in luce un altro aspetto inquietante dietro l'approccio «riduzionistico» al tema nutrizione-salute: la scarsa qualità delle ricerche. A titolo esemplificativo è stato citato il caso di un recente report sull'introito di zuccheri aggiunti nella dieta di adulti e bambini, in cui le raccomandazioni sono state stilate prendendo in esame quattro studi degli Anni '60, svolti in Giappone e che indagavano l'insorgenza di carie dentali. L'importanza della qualità e della interdisciplinarietà delle ricerche è stata evidenziata anche da Furio Brighenti, presidente della Sinu (Società italiana nutrizione umana: «Le future ricerche nel campo della scienza della nutrizione avranno bisogno di nuovi e innovativi modelli sperimentali che prendano in considerazione - oltre l'aspetto biologico - altri aspetti della nutrizione umana quali quelli psicologici, culturali e sociali, che sono in definitiva legati alla scelta alimentare». Una bella sfida da lanciare nell'anno dell'Expo dedicato alla nutrizione.