"All'Heysel mi credevano morto, ora vado a Cardiff"

Quando la Juventus è in finale di Champions tutte le volte torna alla mente dei tifosi quella drammatica notte del 1985 allo stadio Heysel

Quando la Juventus è in finale di Champions tutte le volte torna alla mente dei tifosi quella drammatica notte del 1985 allo stadio Heysel. In quella drammatica serata persero la vita 39 tifosi di cui 32 italiani della Juventus. Quei ricordi ancora una volta bussano nelle notti di Champions. E c'è chi non ha dimenticato nulla di quanto successo in Belgio. Carmelo Di Pilla quella notte c'era e lo avevano dato per morto. "Eravamo riusciti a trovare un biglietto all'ultimo momento. Eravamo entusiasti, quindi arrivammo in largo anticipo per prendere posto. Lo stadio era vecchio, piccolo, non adatto a una finale. Accanto a noi vedevamo quella macchia rossa sempre più grande, sempre più vicina, minacciosa. Ricordo l'ingresso in campo per il riscaldamento di Grobbelaar. Lo stavo fotografando, erano le 18.50, poi si è scatenato l'inferno", spiega Di Pilla alla Gazzetta. Poi aggiunge: "Una folla sovrumana mi spingeva, non c'era scampo. Mi mancava l'aria, non riuscivo a respirare. Da quel momento il buio, fino a quando mi sono risvegliato in ospedale. E in quel momento mi è sembrato di rinascere una seconda volta". Poi racconta quei terribili momenti: "Mi avevano dato per morto. Fortunatamente oggi posso raccontare questa storia, a differenza dei 39 che purtroppo hanno perso la vita quella maledetta sera". Infine un pensiero per Cardiff: "Spero che a Cardiff arrivi finalmente il successo sfuggito a Berlino, Manchester e in tutte le altre finali perse. Lo meriterebbe Allegri con i suoi ragazzi e lo meriterebbero anche tutti quei tifosi, che come me, fanno tanta strada per seguire la Juve da tutte le parti d'Italia".