A un anno dalla strage ferroviaria quel viaggio è ancora un'odissea

Il cordoglio di Mattarella e la lettera di un pendolare che evidenzia ancora notevoli disagi

Ore 11.06 del 12 luglio 2016, i treni dei pendolari viaggiavano tra le assolate campagne pugliesi. Due convogli ad alta velocità, tagliando l'afa che abbaia sulle cose. Fuori dal finestrino il paesaggio scorre velocemente. La terra rossa, gli ulivi, in lontananza un contadino piegato a raccogliere i frutti di un terreno fertile. Poi il buio. Lo scontro. I morti, 23. I feriti, 50. Tutto si ferma in quell'ora fatidica.

Oggi il primo anniversario di quel tragico incidente tra Corato e Andria. Il dolore è ancora troppo forte per i parenti che non si rassegnano al destino. Nell'ora dello scontro, questa mattina, le campane delle chiese di Corato hanno suonato 23 rintocchi. Ad Andria il paese si è fermato, per rispettare quelle vite che sono state recise.
Sui binari, nel punto esatto dello scontro, i famigliari hanno lasciato i loro fiori, sulla terra inaridita dal sole e con una bomboletta spray rossa, sul ferro caldo delle rotaie hanno lasciato impressi per sempre i nomi di chi lì ha perso la vita. Oggi pomeriggio, a Corato, il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, parteciperà alle cerimonie previste per commemorare le vittime del disastro. Inoltre, la piazza della stazione di Corato sarà intitolata proprio ai morti dell'incidente e alle 17.30 sarà scoperta la targa. In questo anno, i familiari delle vittime dell'incidente ferroviario si sono riunite in un'associazione, l’Astip (associazione strage treni in Puglia 12 luglio 2016, ndr) ed hanno chiesto di proclamare quella di oggi come la giornata sulla sicurezza dei trasporti.

Un giornale on line locale (coratolive.it) pubblica la lettera di un pendolare che, denuncia "l'odissea" dei lavoratori costretti a prendere il treno anche dopo il tragico incidente. Tra i disagi si mettono in evidenza "i frequenti ed ulteriori rallentamenti durante il tragitto." Inoltre, i continui furti di rame delle linee ferroviarie - sempre secondo la lettera - pare non permettano il regolare svolgimento delle tratte e, pertanto, i passeggeri sono costretti a scendere in altre stazioni e a dover prendere gli autobus per arrivare a destinazione (pensate che tra i pendolari ci sono dei lavoratori che devono rispettare gli orari di ingresso a lavoro). Ancora, i passaggi a livello di tanto in tanto rimangono aperti nonostante il transito dei treni.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso parole di cordoglio per i parenti delle vittime e ha dichiarato: "È stata una tragedia inammissibile sulla quale la magistratura sta indagando per accertare con accuratezza colpe ed eventuali carenze che ne sono state alla base. La incalzante domanda di giustizia che sale dalle famiglie è avvertita e fatta propria dalla intera comunità nazionale".