Armi, banche, diritti Tutto fa propaganda

Neanche una settimana e già siamo ripiombati nella campagna elettorale permanente. La proposta della Lega di rendere più facile l'acquisto delle armi, il meeting di Verona che punta il dito contro la 194, l'apertura di Giuseppe Conte e del M5s sullo ius soli e lo scontro all'arma bianca per la commissione d'inchiesta sulle banche sono infatti il filo conduttore dello spartito che la politica suonerà di qui al 26 maggio. D'altra parte, l'appuntamento delle elezioni europee sarà un passaggio chiave per le sorti del governo perché metterà nero su bianco i nuovi equilibri dentro la maggioranza gialloverde che sostiene Conte. Una tornata elettorale in cui il M5s non potrà più nascondersi dietro audaci alchimie aritmetiche: andranno al voto oltre 46 milioni di italiani e sarà impossibile minimizzare il risultato o derubricarlo a un voto locale come è avvenuto con Abruzzo, Sardegna e Basilicata.

Ecco perché, quando ancora mancano quasi due mesi alle europee, Lega e Cinque stelle hanno già impugnato l'artiglieria pesante. Il primo passo l'ha fatto il partito di Matteo Salvini che, proprio nel giorno in cui la legittima difesa è diventata legge, ha rilanciato buttando nella mischia una proposta di legge per rendere più facile l'acquisto e la detenzione di armi da fuoco. Il testo è stato depositato alla Camera e sottoscritto da circa una settantina di deputati del Carroccio. E ha ovviamente scatenato la reazione del M5s, Luigi Di Maio in testa. D'altra parte, già dire sì alla legittima difesa per il Movimento è stato un passaggio niente affatto indolore, tanto che la maggioranza a Palazzo Madama si è fermata a quota 142 senatori con sei assenti ingiustificati tra i grillini e altri dieci pentastellati in missione. Aprire anche alle armi «facili», insomma, sarebbe stato impensabile.

I Cinque stelle, infatti, in vista del 26 maggio stanno cercando di recuperare i voti persi a sinistra, soprattutto a favore del Pd. Ed è per questo, forse, che ieri Conte ha un po' a sorpresa aperto uno spiraglio sullo ius soli. «Non è nel contratto, ma sì ad una riflessione», spiega un premier che secondo Salvini sta sempre più scivolando verso la sponda grillina dell'esecutivo. Di Maio, prudentemente, ha preso le distanze spiegando che «il tema non è in agenda». Ma intanto il sasso è stato lanciato.

E con il passare dei giorni non potrà che essere un crescendo. Il prossimo appuntamento è già in programma oggi, con l'intervento di Salvini al Congresso mondiale delle famiglie a Verona. Il tentativo del leader della Lega, infatti, è quello di mettere il cappello sui temi etici cari al mondo cattolico, un serbatoio elettorale da milioni di voti. Con Di Maio che ha già messo le mani avanti: «Il dibattito sulla 194? Nel 2019 non esiste e non può esistere».

Infine, la guerra sulla banche. Ieri, seppure con paletti molto stretti, è arrivato il via libera di Sergio Mattarella alla costituzione di una commissione d'inchiesta ad hoc. Ma il fatto che il capo dello Stato abbia deciso di accompagnare la promulgazione con un'inconsueta lettera ai presidenti di Camera e Senato precisando quali dovranno essere i campi d'azione della bicamerale non è affatto casuale. Mattarella, infatti, è ben consapevole del rischio che la commissione diventi una gigantesca corrida elettorale, con M5s e Lega che faranno a gara per portare davanti al tribunale del popolo il sistema bancario italiano. A partire dalla Banca d'Italia. E con il rischio di un vero e proprio cortocircuito istituzionale.

Commenti
Ritratto di stenos

stenos

Sab, 30/03/2019 - 11:54

Mi ricordo i tempi d’oro del milione di posti di lavoro e della riforma della giustizia......che anni ruggenti....di propaganda.

carlottacharlie

Sab, 30/03/2019 - 14:10

L'avevamo preventivato continuasse la campagna elettorale e, come sempre accadde, ce la sorbiremo. Ingoieremo rabbie, pretenderemo meningi sveglie- dalle altrui genti- litigheremo con lo sconosciuto e con noi stessi, ci scateneremo ancor più a scriver commenti per la "gioia" dei giornalisti ed anche sua, gentile Signore. Sarà il solito tran tran che ci porterà, si spera tanto si spera, ad almeno uno spiraglio di buonsenso nelle cose di Palazzo.