Arte povera, artisti ricchissimi

Per gli esperti di arte antica «arte povera» significa applicazione artigianale di materiali semplici e poveri per fingere gli effetti dei mobili pregiati. Ora, nella Kermesse torinese di Artissima, si rende omaggio a un'altra Arte povera che compie solo cinquant'anni, ed è tutto meno che povera e tutto meno che popolare.

Nella sua coatta celebrazione, Francesco Bonami, definisce Celant «grillino ante litteram», che intuisce che «la società sta per cambiare». Bene. Una sola cosa è certa: il popolo, esclusa un'élite, ignora l'arte povera; in compenso gli artisti poveri sono diventati ricchissimi, compreso Celant. Un fallimento? No, un'impresa riuscita per, forse, diecimila persone nel mondo. Questo sarebbe sufficiente a spegnere l'euforia dei celebranti; ma voglio ricordare che, nel 1967, era nella piena maturità un grande artista, tutt'altro che povero e morto giovanissimo, che oggi, alla faccia di Celant, ha le quotazioni più alte nel mondo, tra gli artisti italiani dopo gli anni Cinquanta: Domenico Gnoli. Mentre Celant ci «impoveriva», io mi occupavo di lui.

Commenti

corivorivo

Lun, 06/11/2017 - 16:54

è arte povera di spirito ma ricca de schei...grazie a Pisapia il Munifico e dintorni un filo rosso equo e solidale che unisce Celant, Bono, Grillo,Guttuso (tutta gente che ha dato l'anima alla causa. Economica)

Guido_

Lun, 06/11/2017 - 19:38

Domenico Gnoli non è certo diventato famoso grazie a Sgarbi, non ha comunque nessunissimo senso mettere sullo stesso piano un pittore figurativo come Gnoli con un movimento come l'Arte Povera, la quale comunque è presente in tutti i musei del mondo e che è stato l'ultimo importante movimento artistico italiano. Certo che a una persona abituata alla qualità dell'arte delle televendite l'Arte Povera parrà appunto una cosa insondabile, assieme magari ai Beuys, i Duchamp o le Abramovic. Ad alcuni l'arte e ad altri gli opuscoletti sui musei di provincia o appunto... le televendite.

Ritratto di Svevus

Svevus

Lun, 06/11/2017 - 19:51

L' arte povera rappresenta la regressione antropologica a livello primitivo sia degli artisti sia di gran parte della società. Mi chiedo ad esempio come si possa pagare cento milioni dollari per un graffitaro eroinomane deceduto per overdose come Basquiat e addirittura proporlo come modello agli scolari.

areolensis

Lun, 06/11/2017 - 22:28

Arte povera, o - per essere più esatti - povera arte!

corivorivo

Mar, 07/11/2017 - 08:06

ah...ora ho compreso. Guido parla di Arte Povera (di idee) io personalmente amo quella ricca(di idee) per esempio Gerhard Richter. comprendi?

manfredog

Mar, 07/11/2017 - 12:42

..'Arte povera, artisti ricchissimi'..!!..mah, a me quasi quasi sembra un po' come la sinistra; loro fanno arte (politica) per i poveri (che, dato che sono formati con arte..povera, rimarranno sempre poveri..), mentre loro sono ricchissimi; per carità, dopo, sul concetto di arte..se ne può discutere..eh..!! mg.