Asia Bibi non si muove. E Venezia si fa rossa per i martiri cristiani

Piazze e palazzi illuminati per i peserguitati. La figlia: "Spero presto visiteremo l'Italia"

Venezia si illumina di rosso per non dimenticare il sangue versato dai cristiani perseguitati. E per ricordare che Asia Bibi, a lungo vittima dell'ingiustizia islamica, è ancora bloccata in Pakistan in attesa del ricorso degli estremisti musulmani che la vogliono sul patibolo.

Questa sera alle 19.30 il ponte di Rialto si illuminerà di rosso, come il palazzo del consiglio regionale del Veneto e altri edifici storici della città. La Basilica della Madonna della Salute avrà il colore del sangue dei cristiani che soffrono nel mondo per la loro fede. E dal Canal Grande si alzerà del fumo che diventerà rosso grazie ad un gioco di luci trasformando Venezia in un simbolo della solidarietà ai cristiani perseguitati nel mondo.

«Spero che molto presto la nostra famiglia sia riunita, libera e possa venire a Venezia» è l'auspicio di Eisham Ashiq, figlia di Asia Bibi, in un video messaggio che verrà proiettato questa sera a Venezia durante la manifestazione. Dopo 8 anni nel braccio della morte la Corte suprema di Islamabad ha cancellato la condanna capitale e liberato la cristiana pachistana ingiustamente accusata di avere offeso il profeta Maometto. Bibi, però, non può ancora lasciare il paese. La donna perseguitata si trova in un luogo segreto sotto protezione del governo. Gli estremisti islamici che siedono in parlamento hanno presentato un ricorso per cancellare l'assoluzione e confermare la condanna a morte.

«Grazie a tutti voi che pregate per mia madre e per i cristiani perseguitati» conclude la giovane figlia di Asia Bibi nel messaggio rivolto a Venezia.

La toccante iniziativa è stata organizzata dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre con il patriarcato e il patrocinio del Comune. L'occasione è il tradizionale pellegrinaggio diocesano alla Basilica della Madonna della Salute. A Venezia ci saranno almeno duemila giovani con qualcosa di rosso, che ricordi i cristiani perseguitati. «Una realtà che non sempre viene illuminata» ha spiegato il patriarca Francesco Moraglia, annunciando che il 20 novembre Venezia si tingerà di rosso. Il caso di Asia Bibi è un modello rispetto al «Cristianesimo in pantofole» secondo il presule, che avrà al suo fianco Botros Fahim Hanna, vescovo di Minia, testimone dei fratelli copti egiziani nel mirino dei terroristi islamici.

«Asia Bibi è un'icona. Salvarla significa dare speranza a tutti i cristiani perseguitati nel mondo» spiega al Giornale, il direttore di Aiuto alla chiesa che soffre, Alessandro Monteduro. «Il pensiero questo sera andrà a tutte le donne condannate, violentate, oppresse per la loro fede cristiana di cui il movimento #MeToo non si occupa» sottolinea l'organizzatore della Venezia in rosso.

La polizia pachistana ha inviato ieri un'informativa a tutti i responsabili di istituti e chiese cristiane in Pakistan mettendoli in guardia da possibili attentati collegati al caso di Asia Bibi. Nella nota si afferma che organizzazioni terroristiche come «Tehrik-i-Taliban Pakistan» e «Jamaat-ul-Ahrar» stanno pianificando attacchi per colpire la comunità cristiana, che potrebbero insanguinare il Natale celebrato anche in Pakistan.

Il Canada e il Belgio avrebbero offerto, almeno a parole, asilo politico ad Asia Bibi. Il ministro dell'interno, Matteo Salvini, ha garantito che l'Italia lavora riservatamente per aiutare la donna cristiana. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, numero due di Forza Italia ha più volte lanciato appelli per salvare Bibi. Il governo di Londra è sotto pressione per concedere ospitalità alla pachistana perseguitata, ma si temono attacchi alle ambasciate e rivolte degli estremisti che vivono nelle grandi città inglesi.
Venezia non ha paura e questa sera si illuminerà di rosso per Asia Bibi e tutti i cristiani perseguitati nel mondo.

Commenti

lisanna

Mar, 20/11/2018 - 13:16

la UE come al solito latitante, Mogherini va solo a capo coperto dagli imam,occhio all'islamofobia. Il belgio non consigliabile: e' come essere in Pakistan.