Asti, la tabaccaia avrebbe sussurrato il nome dell'assassino prima di morire

Poche parole quelle confidate agli operatori di primo soccorso che adesso vengono ascoltati dagli inquirenti

Dopo l'efferato omicidio di Asti di Maria Luisa Fassi, emergono nuovi particolari su cosa sia successo all'interno del suo negozio. A quanto pare la tabaccaia prima di morire avrebbe dfarfugliato ai primi soccorritori il nome del suo assassino. Ed è su questo punto che gli investigatori stanno accelerando gli accertamenti interrogando gli operatori del 118. Potrebbe dunque celarsi dietro quelle parole il nome dell'assassino che l'ha colpita per ben 40 volte con un coltello. Gli investigatori continauno a visionare le 60 ore di filmati delle telecamere di sorveglianaza e intanto hanno predisposto ulteriori interrogatori per gli operatori di primo soccorso.

Intanto Asti vive nel terrore. Il fatto che il feroce assassino sia ancora in libertà alimenta anche il disagio nella città, dove gli ultimi tre omicidi sono ancora irrisolti: oltre al delitto di Maria Luisa Fassi restano da chiudere le indagini sull’uccisione di un altro tabaccaio, Manuel Bacco, il 19 dicembre scorso, e di un camionista, colpito mortalmente a colpi di cric il 25 giugno.

Commenti
Ritratto di stock47

stock47

Dom, 12/07/2015 - 15:30

Figuriamoci se una che sta per morire si mette a sussurrare sul suo assassino! In quello stato può avere fatto il nome di qualche persona cara, di Dio o di chissà chi. Incolpare qualcuno solo su questa base è molto pericoloso, vi devono essere delle prove certe altrimenti inizia un altro giallo all'italiana con UN colpevole preso a casaccio e tutto il burocratese giudiziario a stargli dietro e a condannare un innocente "perchè non può essere stato che lui"!

Dordolio

Dom, 12/07/2015 - 16:02

Stock, basta mettere il dito sulla piaga... Con Rosa e Olindo l'unico testimone (e vittima a sua volta...) descrisse mi pare un uomo dalle fattezze diversissime da quelle dell'Olindo, nell'immediatezza della strage. Ma di fronte al pressing di un inquirente poi miracolosamente l'insieme si aggiustò perfettamente "a misura Olindo". Ah, a distanza di anni e di ergastoli irrogati i parenti arabi delle vittime (al riparo in Africa) sono sicuri a quanto leggo dell'innocenza dei due condannati. In casa dei quali (dopo la macelleria messicana) non fu trovato UN SOLO ATOMO di sangue....

Raoul Pontalti

Dom, 12/07/2015 - 17:23

Dordolio sommessamente mi spieghi come si faccia a stabilire se un atomo o anche una decina sono di sangue?

Ritratto di Sniper

Sniper

Dom, 12/07/2015 - 18:31

stock47, dordolio, avete ragione, perche' mai seguire un indizio, se c'e` gia` la vostra saggia e assoluta verita` finale su di esso?

titina

Lun, 13/07/2015 - 08:40

xstock47 se succedesse a me, lo direi eccome il nome dell'assassino, proprio perchè vada in galera

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 13/07/2015 - 12:38

titina, quella donna è stata colpita da un infinità di coltellate, era in fin di vita e sicuramente se ne rendeva conto. Una persona in una situazione del genere difficilemnte pensa alla vendetta ma a avere il conforto di qualche suo caro, di Dio o di qualche Santo o magari a pronunciare il nome della propria madre o padre, come fanno molti soldati morenti in guerra. Si parla di "sussurri" non di frasi nette e precise dovute a un mantenimento razionale della coscienza. Ovviamente può anche avere fatto il nome dell'assassino ma immagini se l'assassino fosse stato un Kabobo qualsiasi del tutto sconosciuto alla vittima, crede forse che ne conoscesse il nome? Sniper, seguire un indizio va bene ma ci devono essere prove certe che lo accreditino, altrimenti è fuffa.