Ma attenzione ai pericoli dell'antimafia militante

Muore Totò Riina, ma non muore la mafia: questa è la rassicurante sintesi di quanti non credono che si possa battere il male e ne hanno una visione eterna e metafisica. Le dichiarazioni sono sconcertanti. L'ex procuratore Roberti dichiara: «È morto da capo». E per la seconda volta, come fu per l'aggravarsi della malattia, mostra di non credere alla forza dello Stato: Riina è pericoloso anche da morto. Resteranno gli imbarazzi di uno Stato impaurito che ha avuto paura di sospendere il regime di 41 bis a un malato terminale in stato di semi incoscienza vegetale, solo pochi mesi fa, attribuendogli un potere simbolico ben più forte di quello reale, inesistente e perduto dopo anni di isolamento. Inaccettabili anche allora le argomentazioni di Roberti: «Vorrei ricordare che il pubblico ministero Nino Di Matteo vive blindato proprio a causa delle minacce che Totò Riina ha lanciato dal carcere. Se non è un pericolo attuale questo, mi chiedo che altro dovrebbe esserci». Esiste dunque una mafia reale sottovalutata e una mafia immaginaria che è utile per creare combattenti ed eroi su un campo di battaglia che non esiste. Per questa finzione si sciolgono comuni dopo trent'anni che i boss sono stati arrestati, com'è accaduto a Corleone, per puro sfregio, per dare l'esempio, con inaccettabili azioni repressive proprie di uno Stato fascista, misure di prevenzione e interdittive dei prefetti che servono soltanto alla carriera di magistrati e burocrati. Fai il commissario di un comune sciolto per mafia, sei pagato diecimila euro al mese (e i commissari sono tre); e vieni nominato prefetto dopo avere umiliato una città in cui i mafiosi sono tutti al cimitero, sputtani i sopravvissuti, infami gli amministratori succeduti a quelli che trattarono veramente con la mafia, e innalzi la gloria di nullità che vengono promossi da altre nullità che fanno i ministri dell'Interno, e che devono dimostrare di volere reprimere la mafia. Fino al ridicolo e oltre il ridicolo, all'infamia di sedere a fianco del sostituto procuratore che dichiara che il tuo partito è stato fondato dalla mafia. La mafia si usa per delegittimare il nemico politico o l'antagonista: si creano così le dicerie per cui Berlusconi, per affermarsi, si trasforma in mandante di stragi. E non potendolo dimostrare, si arresta Dell'Utri per un reato che non ha commesso e che non esiste. Si tiene in galera qualcuno, in perfetto contrasto con quello che la Corte europea ha dichiarato per il caso Contrada, condannato e tenuto in carcere dieci anni, illegittimamente, non perché era innocente ma perché non doveva essere processato, in assenza di reato. Che vuol dire, in soldoni, che il magistrato si comporta come un medico che, dovendoti curare il fegato, non lo distingue dal cuore e ti applica due bypass. Esattamente così. E quei giudici ignoranti, in tutti i gradi di giudizio, in una vera e propria metastasi giudiziaria, sono ancora al loro posto. Come nel caso della malattia di Riina, non si libera Dell'Utri, arrestato per un reato che non può avere commesso, per non minare la credibilità della magistratura e per tenere sotto schiaffo Berlusconi. E la politica è impotente. Dopo Andreotti, assolto, hanno tentato con Calogero Mannino, con Nicola Mancino, e perfino con Napolitano, accusato di essere, niente meno, che il garante della trattativa Stato-mafia, indimostrata e inesistente, ma utile per umiliare concorrenti pericolosi come il generale Mori e il capitano Ultimo, carabinieri straordinari, processati per accuse inverosimili. Un continuo delirio che culmina con Mafia capitale, attribuendo a Roma un marchio di infamia che, nonostante le sentenze, viene ribadito da un altro procuratore antimafia che non sopporta di stare in una sede marginale (disagiata) come Roma fintanto che essa non sia omologata alle città conclamatamente mafiose.

Il vero abuso è quello dell'antimafia. Abuso di potere e abuso del «marchio» mafia, per vantaggio personale e per privilegi inconfessabili, che vengono fatti passare per faticose restrizioni subite, come le scorte, gli aerei di Stato, le case blindate di falsi eroi. Una retorica insopportabile e intrinsecamente criminale. Un vero abuso di potere, che portò allo scioglimento per mafia (giudicato illegittimo dal Consiglio di Stato) dei comuni di Ventimiglia e di Bordighera. Abusi, abusi continui, prepotenze, carriere facili; questo è il retroscena dell'antimafia in lutto per la morte di Riina. I milioni spesi per la trattativa Stato-mafia, pervicacemente incardinata tra il 1992 e il 1993, con il pentito eccellente Massimo Ciancimino, appena condannato a sei anni di reclusione per calunnia aggravata provata nei confronti di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia, e di molti altri coinvolti nella finzione teatrale di una mafia, a immagine e somiglianza dei teoremi utili ai magistrati. Come ha indicato Fiammetta Borsellino, gran parte di queste inchieste, che non hanno individuato i veri colpevoli, sono forme di depistaggio.

Una verità amara per lo Stato che, per molti anni, ha continuato a fingere di non vedere le complicità di amministratori locali con le multinazionali che hanno cancellato i paesaggi meridionali con «le energie rinnovabili», per affari miliardari in cui la mafia ha trovato il suo nuovo pascolo. La Sicilia è vittima, e i danari si distribuiscono per l'Europa. La pressione mafiosa è tale, con il contributo minaccioso e dell'antimafia, che le isole Canarie sono frequentate da settantacinque milioni di persone e la meravigliosa Sicilia, mortificata, da sei milioni e mezzo. Poi se la prendono con i forestali.

Commenti

VittorioMar

Sab, 18/11/2017 - 08:24

...LA "MAFIA" E' COME "DIO"... E' IN CIELO.... IN TERRA... ED IN ...OGNI LUOGO !!!

Franco Ruggieri

Sab, 18/11/2017 - 09:06

Ho un'enorme stima per Vittorio Sgarbi, ma stavolta il suo articolo non mi è piaciuto: mescola il vero con il falso, il giusto con lo sbagliato. In altre parole: mescola quello che dicono e fanno i giudici frattocchiani con la falsa verità. Vitto': riprovaci.

Alessio2012

Sab, 18/11/2017 - 09:14

Sgarbi ha ragione. Questa antimafia fa solo sceneggiate, inventando mafie che non esistono e sorvolando sulle vere mafie. E tutto, appunto, per fare sceneggiate da fiction televisiva.

scala A int. 7

Sab, 18/11/2017 - 09:19

Grande , Grande , Grande Sgarbi , piu' che un articolo giornalistico e' una Lezione , ancora Grande !

tormalinaner

Sab, 18/11/2017 - 10:44

L'antimafia è la forma più moderna della mafia, ne testa il fatto dei 60.000 dipendenti regionali in Sicilia contro gli 8.000 della Lombardia e tutti i soldi che spendono per società regionali, stipendi, pensioni e altro. Deve cambiare tutto perchè nulla cambi!

giovanni PERINCIOLO

Sab, 18/11/2017 - 11:05

Parole chiare e messaggio altrettanto chiaro indirizzato a chi nulla vuole intendere perché la magistratura "dominante" non é certo la migliore, é proprio quella che denuncia Sgarbi e che per nulla al mondo rinuncerà ai privilegi che si é costruita negli anni coi teoremi e con le "libere interpretazioni" delle leggi!

Ritratto di adl

adl

Sab, 18/11/2017 - 11:08

Prof. Sgarbi, se ho ben capito lei vorrebbe impedire all'antimafia, di dire che lo stato esiste ??? E' morto Riina malato terminale, oramai innocuo ed impotente, in carcere, ergo lo stato esiste. Lo stesso stato inesistente permise allo stesso di far saltare in aria prima Falcone ed a distanza di due mesi Borsellino, quando Riina era potente. Roberto Spada dà una capocciata all'inviato Rai, putiferio mediatico, Roberto Spada alle patrie galere, ergo lo stato esiste. Arrivano Trump e tutti i capi di stato a Taormina, finiscono gli sbarchi di cladenstini in quei giorni, ergo lo stato esiste. Lo stato esiste, tanto quanto la mafia dopo la morte di Riina. Lo stato esiste, e la mafia che fattura 150mld l'anno, lucrando anche sull'immigrazione clandestina ...... pure.

moichiodi

Sab, 18/11/2017 - 11:10

Cosa non si scrive per una poltrona. E anche oggi il compitino è svolto. Ma si faccia dire perché uno si porta in villa in Lombardia uno stalliere mafioso siciliano(eroe)

Anonimo (non verificato)

nopolcorrect

Sab, 18/11/2017 - 11:15

La magistratura politicizzata al servizio della sinistra, degli abusivi paraculi detti "migranti", dei ladri che ti entrano dentro casa e ai quali tu puoi sparare (in aria!) solo col loro permesso, è uno dei cancri del nostro Paese.

Anonimo (non verificato)

Anonimo (non verificato)

soldellavvenire

Sab, 18/11/2017 - 12:52

infinitamente più pericolosa l’anti-antimafia dove per logica due negazioni affermano

soldellavvenire

Sab, 18/11/2017 - 12:57

dove già fare distinzioni tra antimafia “militante” ed antimafia “ non dico quale” qualifica come filo mafioso e come depistaggio questa operazione

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 18/11/2017 - 13:36

Sgarbi ha perfettamente ragione; non guardiamo i dettagli, badiamo alla sostanza del discorso. Oggi si usa la parolina magica “mafia” con troppa disinvoltura, spesso fuori luogo e come paravento per tutti i mali. La vera mafia è la politica corrotta. Distinguerne i contorni, le sinergie, le responsabilità, le connivenze, le complicità, è quasi impossibile. La mafia fa politica e la politica, per assicurarsi il consenso, usa metodi e sistemi mafiosi; ma li maschera da normale attività di propaganda e proselitismo. Oggi gli argomenti usati per distrarre l’attenzione e creare mostri da sbattere in prima pagina e additare come responsabili dei mali del mondo sono questi: mafia, razzismo, omofobia, fascismo. Gravissime colpe, anzi reati, di cui si macchiano coloro che non appartengono alla categoria privilegiata della sinistra detentrice della verità assoluta e della superiorità morale. C’è gente che con l’antimafia ci fa i soldi; come sui migranti. Ma non si può dire.

Klotz1960

Sab, 18/11/2017 - 14:30

Sgarbi ha ragione. Ci si domanda, a fronte del patrimonio di Riina di soli 80 milioni, dove siano finiti i supposti miliardi. La risposta logica e' una sola: non ci sono. A meno che non si pensi che criminali come Riina, che uccidono e vivono per decenni da latitanti impauriti, si accontentino di una mera percentuale e tacciano anche di fronte all'ergastolo, per proteggere ipotetici protettori o mandanti politici o finanziari. Ipotesi che fa ridere i polli - per chi ragiona - ma che fa comodo all'enorme business dell'antimafia.

Ritratto di comunistialmuro

Anonimo (non verificato)

sparviero51

Sab, 18/11/2017 - 17:57

IL PENSIERO DI SGARBI NON FA UNA PIEGA, TUTTAVIA AGGIUNGEREI IL CONCETTO SECONDO IL QUALE TALUNE ITALICHE POPOLAZIONI "LA MAFIA" SE LA MERITANO TUTTA . LA HANNO INFATTI CREATA , MANTENUTA, COCCOLATA ED È ENTRATA NEL LORO DNA FINO A SOSTITUIRSI ALLO STATO DI DIRITTO E NON SOLO. L'OMERTÀ DIFFUSA IN QUELLE TERRE NE È LA PROVA INDISCUSSA !!!

un_infiltrato

Sab, 18/11/2017 - 18:11

Non ha senso sbracciarsi in dichiarazioni suggestive o in frasi in sequenza ad effetto. Se l'estensore dell'articolo vuole dare un serio contributo al Paese, si rimbocchi le maniche, scenda concretamente in campo e dimostri di essere veramente "grande" come lo definisce qualche commentatore di bocca buona, che mi precede. Giocare su più tavoli da decenni, dall'arte, alla produzione letteraria, alle comparsate tv il più delle volte urlate, immancabilmente intrise di vaffa gratuiti non serve. O meglio... serve eccome... ma non certo a noi.

mifra77

Sab, 18/11/2017 - 19:12

Insomma Sgarbi ci vuoi dire espressamente se stiamo parlando di altra-mafia piuttosto che di anti-mafia?

soldellavvenire

Sab, 18/11/2017 - 20:17

suvvia e ditelo! militare contro la mafia è peggio che militare nella mafia!

orailgo38383838

Sab, 18/11/2017 - 20:30

grande Sgarbi. L'antimafia vive sulla mafia, quella vera e quella spesso falsificata

Ritratto di gian td5

gian td5

Sab, 18/11/2017 - 22:26

Che dire? Standing ovation per Sgarbi, oramai è diventato più rischioso criticare l'antimafia che la mafia.

Claudio Antonaz

Dom, 19/11/2017 - 04:51

L'abuso che in Italia si fa di parole come mafia, camorra, 'ndrangheta, ha un altro effetto perverso: la mitizzazione della criminalità. L'ingigantire gli autori dei crimini, delle grassazioni, delle malversazioni vedendo sempre in loro gli agenti di organizzazioni potenti, “cinematografiche”, tende a trasformare qualunque criminale nel tentacolo di una piovra invincibile. E ciò accresce la paura e la vulnerabilità della società. La camorra, grazie anche al libro di Saviano, "Gomorra", che ha arricchito il Gotha malavitoso-cinematografico di una nuova entità criminale: i casalesi, è più conosciuta oggi e quindi più temuta. È veramente sospetta questa grancassa continua su mafie, camorre, 'ndranghete, sacre corone unite e via discorrendo, senza che si mettano al bando le chiacchiere per rimboccarsi le maniche e passare all'azione.

Claudio Antonaz

Dom, 19/11/2017 - 05:01

I politici disonesti - sono tanti in Italia - temono fortemente la mafia. Nella mafia, 'ndrangheta, camorra, sacra corona unita, si vive nell'ansia e si muore facilmente. Occorre poi tenersi a disposizione del "mammasantissima" di turno. I mafiosi devono continuamente guardarsi le spalle. È facile quindi capire perché sia i politici, super-privilegiati dal sistema Italia e che la TV ospita giornalmente nei suoi talk show tra stuoli di belle donne, cerchino di tenersi ben lontani dalla mafia. Ed è facile quindi anche capire che siano piu' che contenti quando, invece, d'individuare le categorie specifiche, autrici dei crimini, del malcostume e degli abusi piccoli e grandi che affliggono l'Italia, o le categorie detentrici di una somma d'indecenti privilegi che la dissanguano, autorità e opinione pubblica attribuiscano il "male" alla "Mafia", la grande nebulosa, in cui tutto si confonde e in definitiva si annulla.

Claudio Antonaz

Dom, 19/11/2017 - 05:04

L'articolo di Sgarbi è da incorniciare. La sua denuncia colpisce il segno. Roma è stata chiamata "mafia capitale". In realtà Roma non è mafiosa, a parte certi fenomeni limitati d'infiltrazione della criminalità organizzata, esistenti purtroppo anche nel resto d'Italia. L'abuso del termine "mafia" è fin troppo evidente, in Italia. E l'Estero segue gongolante: l'Italia intera è mafiosa. Il fatto di attribuire sempre tutto alla "Mafia" piace a corruttori e corrotti che vedono le illegalità e il male di cui sono gli autori confluire, nell'opinione del pubblico e delle autorità, verso questa nebulosa del male, suscitatrice di sentimenti di rassegnazione e fatalismo. Chi mai sconfiggerà la mafia? Nessuno.

Claudio Antonaz

Dom, 19/11/2017 - 05:21

In Italia si parla sempre non solo di Mafia ma di "Stato". Da anni, i mali dell’Italia sono imputati all'”assenza dello Stato”. In realtà lo Stato, nell’attribuzione di responsabilità concrete, significa ben poco, essendo un’astrazione. Un'astrazione non solo inutile in questo gioco da detective, ma nociva, almeno in Italia, dove si gioca allo scaricabarile e dove il responsabile ultimo è appunto questa figura ambigua ed evanescente - lo Stato - la cui immancabile colpevolezza garantisce l'assoluzione ai veri responsabili: spesso gli stessi "servitori" dello Stato che sono venuti meno alle loro precise responsabilità, e che non hanno servito, e non sono serviti a niente. In Italia, doveri individuali, senso civico, responsabilità e impegno dei singoli nei confronti del bene comune: tutto è messo in ombra anzi sparisce, di fronte a questa concezione mitica e abbagliante dello “Stato” (ereditata dal Fascismo durante il quale lo Stato fu una cosa seria).

demetrio_tirinnante

Dom, 19/11/2017 - 09:15

Articolo ameno, ricco di espressioni suggestive, niente di più. Nel rilevare con sorpresa che commentatori di bocca buona definiscono "grande" l'Autore del pezzo, mi domando dove alberghi tutta questa sua grandezza. Se non, nell'aver costruito il "personaggio" di se stesso, ormai datato, che saltabecca dall'arte, alla carta stampata, alle comparsate televisive generalmente urlate. Per tornare per un solo istante all'articolo, trovo disgustoso il punto dove il Nostro, con ineffabile presunzione - facendo di tutt'erbe un fascio - chiosa sugli oppositori dell'antimafia definendoli "falsi eroi". Una retorica insopportabile, generica, offensiva e intrinsecamente indebita.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 19/11/2017 - 10:15

@Claudio Antonaz, perfetto, esattamente quello che intendevo dire anch'io. Concordo in pieno.

jeanlage

Dom, 19/11/2017 - 13:22

Vedendo l'antimafia (Grasso, Bindi, Caselli), è da un po' che cerco su internet il mosulo per iscrivermi alla mafia.

Claudio Antonaz

Dom, 19/11/2017 - 14:09

In Italia si fa un uso abusivo della parola mafia poiché si designa con questa unica parola tutta una gamma di attività criminose che mafia non sono. Succede però ben peggio in Nord America, dove il continuo e generalizzato uso del termine "mafia" si traduce nell’ingiusta e aberrante attribuzione di una tara genetica "pro-crimine" ai siciliani e al resto degli italiani; una sorta di "marchio di Caino" di cui noi espatriati abbiamo le scatole piene. L’etichetta "mafia" italianizza indebitamente il fenomeno vario e complesso del crimine organizzato. L’aberrante equazione "mafia = italiani; italiani = mafia" ha per effetto poi di eclissare l’operato criminoso di altri gruppi etnici, ben presenti e attivi nella malavita, organizzata e non organizzata, all'estero e ormai anche in Italia.

bartolomeo

Dom, 19/11/2017 - 16:57

Ci vorrebbero molti piu' Sgarbi.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 19/11/2017 - 17:46

Sgarbi è un valore assoluto nella cultura italiana. La sua energia cerebrale è un dono della natura impossibile da trovare altrove. Sono pochi gli individui nella storia umana ad essere fatti dono del genio come il suo. Scacciamo sprezzantemente quei cani randagi che non lo comprendono e lo infangano per una loro congenita castrazione cromosonica. Paragonabile all'invidia del pene e sue scellerate reazioni. Questo mio epitaffio valga quale riflessione consolidata della parte sana della società. -17,46 - 19.11.2017