Bambino autistico fa lezione in bagno: la foto choc dagli Usa

Negli Usa, un bimbo autistico è stato costretto dalla sua insegnante di sostegno a fare lezione in bagno. La mamma del ragazzino ha postato la foto choc su Facebook.

Un bambino autistico è stato costretto dall'insegnante di sostegno a fare lezione in bagno. La foto choc ha fatto il giro della rete in pochissime ore.

È accaduto a Bellingham, negli Stati Uniti. A denunciare l'accaduto, un maltrattamento in piena regola, è stata la madre del ragazzino, Danielle Goodwin, con uno scatto a dir poco rabbrividente postato sul suo profilo Facebook.

"Mio figlio ha delle necessità particolari e dà il meglio di sé in un posto tranquillo - si legge nella didascalia alla foto - Quella era la soluzione del suo insegnante. Sì, quello in bagno è mio figlio. E sì, quello è il banco di mio figlio, sopra il water. Gli ha anche fornito un tappetino da campeggio per fare un sonnellino... sul pavimento del bagno".

Fortemente provata e, a ragion veduta, indignata dalla riprovevole circostanza, la donna non ha esitato a raccontare la vicenda sui social sollevando un polverone non da poco. "Ho chiesto all'insegnante di sostegno se poteva lavorare in biblioteca ma mi ha detto di no. - spiega nella nota – Anzi, ha detto che quella stanza andava bene per lui visto che non era mai stata utilizzata come bagno. Mio figlio si è sentito umiliato, imbarazzato e disgustato da questo trattamento disumano".

Stando a quanto riferisce nel post, al rientro a casa, il bambino si sarebbe sentito male, fino a vomitare per l'agitazione. "Ho portato via mio figlio da quel posto e non ci rimetterà più piede. Questo è il trattamento di riguardo? È giusto questo? Forse c'è qualcosa che dovremmo rivedere", conclude.

Successivamente allo sfogo social, riporta la CNN, la Whatcom Middle School di Bellingham (stato di Washington, è finita nell'occhio del ciclone. La signora Goodwin ha chiesto una modifica del piano di educazione scolastica per il figlio e un risarcimento morale per quanto accaduto. Intanto, dall'istituto non sarebbe pervenuta neanche una telefonata di scuse.