Banca mi aiuti? E l'imprenditore viene visto come un malato grave

Aziende italiane strutturalmente sane che stanno attraversando un momento difficile vengono respinte e affossate dagli istituti di credito

Che direzione stanno prendendo i piccoli imprenditori italiani, gli artigiani "padri" del made in Italy, le famose botteghe di cui il nostro paese va tanto orgoglioso? Perchè a pensarci bene sono proprio queste categorie che formano lo zoccolo duro dell'imprenditoria e che riescono a valorizzare il prodotto italiano in tutto il mondo. Lo chiediamo a Marco Accornero, Segretario Nazionale CLAAI (Confederazione Libere Associazioni Artigiane italiane) che ci comunica un dato in controtendenza. Infatti, nonostante il perdurare della crisi economica le imprese continuano a rivolgersi agli istituti di credito per ottenere liquidità: nel 2014 il numero di finanziamenti alle imprese italiane é cresciuto, almeno sul fronte delle richieste o meglio delle istruttorie di credito aperte, del 7,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Questo cosa significa, che le banche stanno diventando più generose, con quali categorie ?

"Nei primi mesi del 2015 abbiamo registrato un 3,4% in più nella concessione di finanziamenti. Negli ultimi 5 anni abbiamo assistito a un calo oltre il 25%. Possiamo dire che in questo momento c'è un recupero di posizione. Questo é legato a due fattori: da una parte le banche hanno migliorato la loro situazione di liquidità grazie all'intervento della Banca Centrale Europea e al miglioramento dello spread e dall'altro le imprese presentano un miglioramento nei bilanci e quindi le banche sono più predisposte a concedere. I finanziamneti vengono dati soprattutto alle aziende legate all'Export come il fashion che rappresenta un'eccellenza italiana, le porcellane dipinte a mano o i settori di fornitura delle grandi imprese. Tra i prodotti trainanti c'è quello della produzione di valvole che hanno un buon giro di esportazione."

Esportare va molto di moda, ma in quali casi é davvero poficuo, soprattutto alla luce dei vari cambiamenti nel mondo del "sistema paese" ?

"Certamente i cambiamenti dei paesi dove l'Italia esporta incidono molto sull'esportazione e anche sui pagamenti. Con il deprezzamento dell'euro l'esportazione italiana trova terreno fertile negli Stati Uniti, ma anche in Svizzera dove la moneta si é rivalutata del 20%. Il discorso cambia invece per le aree interessate da grandi cambiamenti, in particolare il mercato russo che era ed é di grande sbocco per i prodotti italiani. Purtroppo le sanzioni, il crollo del rublo, il calo del petrolio hanno dato un brusco freno. Il problema più grosso rimane ovviamente quello dei pagamenti per coloro che già avevano iniziato i lavori. Particolarmente colpito é il settore dell'arredamento e delle grandi costruzioni. Le cose vanno ancora peggio per chi aveva commerci in Libia che è un paese ormai allo sfascio."

Il grosso problema per piccoli imprenditori e artigiani é farsi pagare, quindi come si smarcano da questa situazione? Chiedono credito di liquidità alle banche? E cosa si sentono rispondere?

"Questo é un problema soprattutto per chi opera sul mercato interno. Le persone non vengono pagate, le fatture devono essere stornate, l'iva va pagata e anticipata. La situazione più comune oggi é il rischio di non essere pagati a seguito di un fallimento aziendale. Spesso infatti l'ultimo anello della catena é l'artigiano e quindi l'ultimo ad essere pagato. E' doverosa una considerazione sulle banche che troppo spesso danno l'ombrello quando non piove cioè danno soldi a chi ne ha meno bisogno."

Questo aspetto e' interessante, come viene visto un artigiano che chiede aiuto a una banca in Italia?

"Questo é un punto cruciale, perchè per la banca il fatto che un'impresa non abbia ricevuto un pagamento importante é un indice di rischio, quindi anziché aiutarla in un momento di difficoltà (le banche servono a questo!) gli revoca anche i finanziamenti concessi e blocca i fidi. Questo e' il sintomo di una grande miopia del sistema bancario. Infatti l'impresa che é strutturalmente sana ma che sta affrontando una difficoltà, viene vista come un malato che ha una grave malattia...eppure se dai la medicina giusta si riprende e continua la sua vita!. In sostanza quando un'impresa ritarda ad incassare non viene aiutata dalla banca bensì affossata definitivamente!".

Cosa pensa del boom della Partita Iva, siamo diventati tutti piccoli imprenditori oppure rischiamo di prendere una grossa cantonata?

"Questo é un altro tema importante che va affrontato con serietà. Molte persone che hanno perso il posto di lavoro si sono reinventate un'attività forti dell'esperienza acquisita negli anni. Molti dipendenti "derelitti" si sono messi in proprio e sono diventati imprenditori di se stessi. Dall'altra parte il governo con la legge di stabilità e il provvedimento sulla Partita Iva ha creato allarmismo e confusione. Purtroppo queste attività nate su due piedi che non hanno un progetto solido alle spalle, un business plan chiaro, un programma di costi programmato, rischiano di avere vita breve, massimo 4 anni. Spesso la voglia di riscattarsi aprendo una nuova attività fa prendere decisioni affrettate e poco prudenti e questo rischia di essere molto oneroso dopo".

C'è chi chiede aiuto alle banche e di fronte a un secco "no" si mette nelle mani sbagliate...nella disperazione alcuni imprenditori si giocano davvero tutto.

"Purtroppo sì. Sono tre gli scenari che si aprono: la chiusura drammatica dell'azienda, la richiesta di aiuto alla famiglia e ai parenti o anche la vendita di seconde case (mercato anomalo che sta prendendo piede), oppure il mercato dell'usura che strozza gli imprenditori. Quest'ultima scelta accade nel campo dell'edilizia, soprattutto degli appalti pubblici che ha forti ritardi nei pagamenti. Più in generale chi ha grosse esposizioni finanziarie é incappato in clienti che non l'hanno pagato, la banca vede questo come sintomo di grave malattia e quindi anzichè aiutare l'imprenditore lo inserisce nella black list. Spesso la soluzione che si é costretti a scegliere é quella dell'usura. Attraverso le nostre associazioni invece aiutiamo gli imprenditori a organizzare piani di recupero crediti e dialogo con i creditori".

Commenti

magnum357

Lun, 09/03/2015 - 13:28

Per forza !!!!! Ma perchè dare soldi alle aziende quando non c'è alcun rischio averli dalla BCE di DRAGHI, a condizioni indegne per noi comuni mortali, guadagnando alla grande facendo trading in borsa ? Ecco il primo di una lunga serie di errori di Draghi, far credere che con il quantitative easing l'economia cresca !!! BALLEEEEEEEEEEEEE

agosvac

Lun, 09/03/2015 - 13:37

Il problema dei mancati aiuti da parte della banche agli imprenditori ed agli artigiani è un problema gravissimo. Secondo me il problema è alla base cioè deriva da una disattenzione da parte dell'organo di controllo delle banche italiane: la Banca d'Italia!! E' lei che non funziona e che non riesce a tenere sotto controllo le banche. Bankitalia ed il Governo, dovrebbero imporre alle banche di finanziare le imprese e gli artigiani, a costo di assumersene gli oneri, almeno in parte. Se Bankitalia funzionasse, non sarebbe mai successo il crack del Montepaschi, si sarebbe intervenuti in tempo utile. Il fatto è che Bankitalia interviene a posteriori, non controlla un bel niente.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 09/03/2015 - 14:05

Imprenditori,chiudete tutto,fate come la BCE,comperate BTP,e vivrete felici e contenti!!...."fin che la barca va"....

cgf

Mar, 10/03/2015 - 02:18

Alcune persone vedono un'impresa privata come una tigre feroce da uccidere subito, altri come una mucca da mungere, pochissimi la vedono com'è in realtà: un robusto cavallo che traina un carro molto pesante. Winston Churchill