Bergoglio e la Chiesa polacca, le origini dello scontro

Papa Bergoglio e la Chiesa polacca non sono in sintonia. Gli eredi di Wojtyla sono considerati l'avanguardia tradizionalista del cattolicesimo contemporaneo

Papa Bergoglio e la Chiesa polacca non sono in sintonia. Gli eredi di Wojtyla sono considerati l'avanguardia tradizionalista del cattolicesimo contemporaneo. L'iniziativa promossa qualche giorno fa dai polacchi, quella di un "rosario alle frontiere" contro l'invasione islamica e in difesa dell'identità occidentale, non è stata seguita e riportata dai medi vaticani nonostante abbia registrato la partecipazione di un milione di persone. Difficilmente, del resto, il Papa dello Ius soli potrebbe avallare una spinta culturale così critica nei confronti della "società aperta" e dell'Europa senza frontiere. Ma i polacchi possono vantare, oltre alla pesante eredità citata, una libertà di fondo da certe logiche vaticane, in grado di consentirgli una piena libertà d'azione in questo e in altri campi. Il rosario milionario è un'opera laica. L'organizzazione è di "solo Dio basta", un gruppo di fedeli laici, ma ha ricevuto il sostegno della Conferenza episcopale della Polonia e di oltre trecento chiese, che hanno inviato fedeli al confine per sostenere il rosario comunitario. Tutta la vicenda ha assunto tratti politici.

Come ha scritto la Nuova Bussola Quotidiana: "Il giornale Gazeta Wyborcza, la testa polacca di sinistra di proprietà di Soros, ha gettato fango sull’evento, inventandosi fra l’altro che il Rosario è stato pensato in funzione anti-russa. Ma Maciej Bodasiński, uno dei leader dell’iniziativa e fondatore dell’associazione ‘Solo Dio Basta’, ha spiegato a Lifesitenews che ‘desideriamo pregare per la conversione della Polonia, dell’Europa e di tutto il mondo a Cristo, affinché più anime siano salvate dalla dannazione eterna e trovino il loro cammino verso Dio...". Il rosario antislamico, insomma, non è piaciuto a George Soros tanto quanto non è piaciuto, con ogni probabilità, a Papa Francesco.

L'origine della distanza tra il Papa e la Chiesa polacca, tuttavia, prescinde dalla tematica identitaria. Sullo sfondo ci sono i dubia e le posizioni al riguardo della maggior parte degli esponenti ecclesiastici polacchi. Il nazionalismo polacco, insomma, si interseca con la dialettica dottrinale che sta dividendo la Chiesa in due grandi correnti di pensiero. Il Primate emerito della Polonia, Henryk Muszynski, ha dichiarato su La FedeQuotidiana che l'esortazione Amoris Laetitia "Va letta in continuità col Magistero di San Giovanni Paolo e la Familiaris Consortio" ma nello stesso tempo che "è necessario un chiarimento". Stanislaw Gadecki, presidente dei vescovi polacchi ha sì specificato che si è pregato anche per la pace del mondo, ma non ha assolutamente delegittimato il muro umano eretto contro il nichilismo e a difesa dei confini nazionali. Sono all'apparenza due tematiche distinte, ma nascondono la medesima radice divisiva.

Si vocifera, infatti, che una parte della Chiesa polacca stia preparando un documento a sostegno dei dubia e della correctio filialis. Un testo formale non ancora pubblicato, si dice, solo grazie ad un intervento diretto di Papa Bergoglio, che avrebbe sventato l'ennesima richiesta di chiarimento sulla dottrina promossa dal suo Pontificato, ma che nascerebbe in ogni caso con un intento diplomatico. Fonti giornalistiche polacche, però, sono sicure del fatto che il testo, prima o poi, verrà comunque pubblicato. Anche la Chiesa polacca, in definitiva, subisce la dialettica che macroscopicamente sta coinvolgendo l'intera comunità cattolica. Tadeusz Pieronek, ex segretario della Conferenza episcopale polacca, ha criticato l' uso ideologico del rosario in un'intervista rilasciata a Famiglia Cristiana e una ventina di diocesi polacche hanno scelto di non partecipare al rosario. Nel piccolo, in definitiva, gli eredi di San Giovanni Paolo II si dividono sul Papa come nel macro accade ai "progressisti" e ai "conservatori". Ma nel caso in cui la richiesta di chiarimento su Amoris Laetitia dovesse essere pubblicata, si potrebbe verificare concretamente il peso complessivo dei critici di Bergoglio in Polonia. Critici che, secondo i ben informati, rappresenterebbero la maggioranza degli ecclesiastici polacchi.

Un ultimo elemento infine, è il giudizio di Papa Bergoglio sulla madonna di Medjugorje. La chiesa polacca è fortemente mariana e non ha accolto bene la definizione della madonna quale "madre e non postina". La maggior parte dei vescovi polacchi credono fermamente alle apparizioni di Medjugorje.

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Mer, 18/10/2017 - 07:05

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