Dislessico bocciato perché "era pigro": il Tar condanna la scuola

Una scuola media di Novara è stata condannata per non aver tenuto conto del quadro psicopatologico particolare di un ragazzo dislessico, disgrafico e discalculico

Il ragazzo dislessico bocciato perché "era pigro e non si applicava" è stato vittima di un'ingiustizia. Lo stabilisce il Tar di Torino, che ha condannato il ministero dell'Istruzione e una scuola media di Novara per aver bocciato un ragazzino di seconda media ormai quattro anni fa.

La famiglia ha fatto ricorso al tribunale, sostenendo di essere stata vittima di una discriminazione: nonostante alla scuola fosse stato comunicato che l'alunno era affetto da dislessia, disgrafia e discalculia, spiega la mamma a La Stampa, "i problemi scolastici sono sempre stati considerati come la conseguenza di carenze applicative e negligenze del ragazzo senza considerare la patologia ampiamente segnalata."

"Non sono stati messi in atto i contenuti della normativa nazionale e delle circolari del Miur", accusa insomma la famiglia. Ora, quattro anni dopo, i giudici hanno stabilito che la scuola sbagliò nella valutazione del quadro psicopatologico del ragazzo, "non tutelandone il diritto all'apprendimento e all'istruzione."

Dopo la bocciatura, il ragazzo ha ripetuto la seconda media e l'anno successivo ha ottenuto la licenza. Ora prosegue gli studi in un istituto di formazione superiore dove, spiega la madre, "ha superato i problemi di autostima". La cosa più importante, ricorda però il legale della famiglia, avvocato Francesco Ancora, è che con la sentenza del Tar "è stato affermato un principio che rappresenta un punto fermo per eventuali situazioni simili" che dovessero ripetersi in futuro.

Commenti

titina

Ven, 03/04/2015 - 12:09

Il diritto all'apprendimento non significa diritto alla promozione. Evitiamo parole come "bocciatura", perchè se uno studente non è riuscito a progredire nell'apprendimento è meglio che ripeta l'anno scolastico.

Ritratto di Jaspar44

Jaspar44

Ven, 03/04/2015 - 13:16

A molti professori (e non solo) bisognerebbe spiegare il significato “perverso” del disturbo causato dalla dislessia. Il ragazzo affetto da tale disturbo è ovvio che non può stare al pari degli altri alunni perché ha necessità di un tipo d’insegnamento molto “lento” e semplificato al massimo per la difficoltà di leggere e scrivere in modo automatico. La pigrizia del ragazzo è semplicemente la sua inconscia difesa di fronte alla difficoltà e allo sforzo mentale. Ci si preoccupa di tante cose ( molte delle quali ridicole) e allora … preoccuparsi di questi ragazzi non farebbe male.

Ettore41

Ven, 03/04/2015 - 15:26

Concordo con JASPAR44. Non sono competente in materia, ritengo tuttavia che la sentenza del TAR sia troppo semplicistica. Non si puo' condannare la scuola se ha ritenuto di dover far ripetere l'anno al ragazzo per la semplice ragione che non si puo' promuovere tutti. Ne' si puo' costringere una intera classe ad avere la velocita' di apprendimento di un alunno che per motivi patologici non ce la fa. La soluzione? Non la so, ma la scuola e' anche un mezzo di selezione.