Blu Jet proclama lo sciopero dei mezzi sullo Stretto di Messina

Lo sciopero è previsto giorno 24 ottobre a partire dalle 21:00 e durerà 24 ore, i dipendenti chiedono parità di trattamento economico

Sciopero in vista per i lavoratori di Blu Jet. A distanza di quasi un mese si ritorna a manifestare per evitare il fenomeno di dumping contrattuale a discapito dei dipendenti. La giornata di stop per i mezzi di trasporto marittimo che operano sullo Stretto di Messina è prevista giorno 24 ottobre a partire dalle 21:00 fino allo stesso orario del giorno successivo.

Blu Jet, controllata da Rfi, subentrando a Bluferries, dallo scorso mese di maggio si occupa delle tratte dirette verso Villa San Giovanni e Reggio Calabria partendo da Messina. Da allora i sindacati rappresentanti i lavoratori si sono battuti per evitare disparità di trattamento economico tra i dipendenti delle società appartenenti al gruppo Ferrovie dello Stato. È stata chiesta l’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro nell’aria "Attività Ferroviaria" senza ancora ottenere risposte né da parte dei vertici territoriali di Blu Jet né da parte di Rfi.

“Ai circa 80 dipendenti di Blu Jet- fanno sapere i sindacati- viene da mesi applicato impropriamente il contratto marittimo sebbene la Società faccia parte di Rfi. Dunque i lavoratori percepiscono un salario inferiore di circa il 40% rispetto ai colleghi che svolgono medesime funzioni e a cui è riconosciuto il contratto delle attività ferroviarie”.

I sindacati oltre ad aver programmato lo sciopero, si stanno organizzando per chiedere una convocazione al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con il coinvolgimento del Governo.

Saranno giorni difficili quelli che seguiranno, sia per i dipendenti operanti nel settore marittimo sia per gli utenti che nei prossimi giorni si ritroveranno ad affrontare nuovamente dei disagi per via dello sciopero.

Commenti

Italianocattolico2

Lun, 14/10/2019 - 18:18

I dipendenti della Blue Jet, prima che questa venisse assorbita da RFI, erano soddisfatti del trattamento, altrimenti avrebbero contestato prima. Questo vuol dire che il personale ferroviario è pagato il 40% in più degli altri lavoratori, senza merito alcuno. Evviva le FFSS. Certo che con uno stuolo di macchinisti andati in pensione a 42 anni d'età, l'INPS deve darsi da fare a premere chi ha lavorato solo per 40 anni...