Blue whale, i segnali per capire se i giovani stanno giocando con la morte

Nel servizio de Le Iene sono state raccolte le testimonianze di due donne che hanno perso le loro figlie con la Blue whale. La mamma di Diana e di Angelina spiegano che ci sono alcuni segnali che permettono di capire cosa sta succedendo agli adolescenti

Dopo il servizio de Le Iene di Matteo Viviani sul "gioco" dell'orrore che ha già portato alla morte 157 ragazzi in Russia, due mamme che hanno perso le loro figlie per la Blue whale spiegano quali sono i segnali che permettono di capire se i nostri figli sono finiti in questo incubo.

Sia la mamma di Diana che quella di Angelina hanno raccontato a La Iena di non aver mai sospettato che le loro figlie stavano giocando con la morte. I segnali che stavano nascondendo qualcosa sono arrivati quando ormai era troppo tardi. La mamma di Diana, all'indomani della morte della figlia, è tornata con la mente indietro nel tempo e ha ricordato che "spesso disegnava balene". "È un animale positivo - dice - non potevamo immaginare che cosa stava per succedere. Inseriva le balene anche dentro altre immagini, un cielo stellato, nel mare. Ha sempre disegnato tante cose, quindi per noi non era strano".

Dopo la morte di Diana, sua madre ha iniziato ad indagare in rete e ha scoperto che le balene "non erano solo nei disegni di mia figlia, ma nei post di tutte le ragazze che come lei avevano cominciato a seguire il gioco, le pubblicavano sui social". Anche la mamma di Angelina ha scoperto le stesse cose di quella di Diana, ma anche lei lo ha fatto dopo la morte della figlia.

"Non capivo cosa significavano queste balene, balene blu, balene nel mare, balene nello spazio - spiega la mamma di Angelina -. Dopo la sua morte mi sono detta che qualcuno deve avere ucciso mia figlia, così sono andata sul suo profilo social e ho trovato questo messaggio: 'Angelina Davydova si è butatta, brava! Ci è riuscita come Irina Poliknova'. Dopo mia figlia si è butatta un'altra ragzza, poi un'altra ancora. Alla fine in quel periodo sono morti 7 ragazzi. Ho capito che sui social le scriveva qualcuno che non era veramente suo amico. Ho trovato anche: 'Questo è il fondale, devi essere forte'. Quando mia figlia è morta con lei c'erano altri minorenni, l'ho scoperto dopo, nessuno me lo aveva detto".

La mamma di Angelina ha scoperto tutte queste cose dal profilo Facebook russo (VKontakte, ndr) di sua figlia. Angelina non ha mai fatto capire a sua madre che c'era qualcosa che non andava, ma dopo il suo funerale, ripensandoci, la donna ha capito che alcuni segnali c'erano. Balene, disegni, passione per i palazzi alti.

La mamma di Diana è andata oltre e sul profilo Facebook della figlia ha scoperto che la ragazza era sotto ricatto prima della tragedia. "Qualcuno le scriveva che avrebbero ucciso la sua famiglia - rivela la donna -. Dalle ultime ricerche Google emerge che riceveva dei link su come ammazzare qualcuno. Abbiamo visto che lei li apriva e li leggeva. Mi ha contattato la madre di una ragazza morta due settimane prima di Diana e ci siamo rese conto che quello stesso giorno erano morte in Russia altre 7 ragazzine. Quando è morta Diana il 9 gennaio, ne sono morte altre 4".

E in tutto questo, c'è di più. La mamma di Diana ha scoperto che mentre la figlia moriva qualcuno usava il suo profilo Facebook. Un'ora e mezza dopo la morte della ragazza qualcuno era ancora online e scriveva: "Perdonatemi". "Dopo qualche settimana - continua la mamma di Diana - abbiamo scoperto che c'era qualcuno a 3000 km di distanza che controllava il profilo di mia figlia. Mentre Diana moriva Periscope era aperta. Si stava facendo un video".

L'agghiacciante racconto della donna termina con qualche consiglio a tutti quei genitori che hanno sposetti sui loro figli: "Guardate le pagine e gli amici dei vostri figli su Facebook. Guardate anche cosa condividono. State attenti, ma non fate troppe domande. Fateli sentire amati".

Le testimonianze choc di queste due donne che hanno perso le loro figlie nella Blue whale sono da brividi. In Russia, esperti, psicologi, associazioni si occupano ormai da qualche anno di questo "gioco" dell'orrore e nei blog e nei siti pubblicano una serie di segnali per permettere ai genitori di capire che i loro figli sono entrati nel vortice mortale della Blue whale.

Ecco alcuni segnali:

- disegni di balene

- ferite e incisioni sul corpo (in particolare su mani, gambe e braccia)

- foto sui binari o dal tetto di un palazzo

- sveglia alla mattina intorno alle 4

- guardano troppi film horror

Commenti

pilandi

Dom, 21/05/2017 - 13:02

sembrerebbe che questi ragazzini vivano da soli...