Bossetti attende il verdetto: "La prova regina ora può vacillare"

Il prossimo 12 ottobre sarà la data "x" per Massimo Bossetti. Il verdetto della Cassazione potrebbe confermare quello arrivato in Appello

Il prossimo 12 ottobre sarà la data "x" per Massimo Bossetti. Il verdetto della Cassazione potrebbe confermare quello arrivato in Appello e chiudere definitivamente il muratore di Mapello dietro la porta di una cella. Ma in questo ultimo atto del caso Yara Gambirasio potrebbe esserci sapzio per un altro colpo di scena. Infatti come hanno raccontato i legali di Bossetti a Quarto Grado, la difesa punterà tutto su un aspetto: la prova regina sarebbe stata contaminata perché non rilevata con le adeguate procedure. Questa in sintesi la posizione degli avvocati di Bossetti che di fatto metteranno in dubbio loperato degli investigatori.

Proprio un video mostrato da Quarto Grado fa luce su quanto accaduto nel campo dove è stato ritrovato il cadavere di Yara. Alcune parti dei suoi vestiti sarebbero state repertate da investigatori senza guanti. Altri uomini della scientifica non hanno usato i calzari e altri hanno preso un lembo degli slip della vittima su cui è stato trovato il Dna del killer senza usare le pinzette. E così l'avvocato Salvagni sottolinea la fiducia di Bossetti: "Massimo ci crede ancora, crede nella giustizia, la sua è un’attesa drammatica, il percorso fatto finora è stato faticosissimo, è rimasto solo, ha perso i genitori, gli è rimasta solo Marita … e i figli".

Commenti

simonemoro

Dom, 23/09/2018 - 00:19

Io non sono molto convinto che quest'uomo sia colpevole, troppo cervellotica la ricostruzione del PM, il materiale con cui si dovevaa riverificare il DNA che è misteriosamente sparito, e nel paese dove è morta la ragazzina a Brembate Sopra, la gente sussurra che la medesima sarebbe morta accidentalmente in una lite tra le ragazze, negli spogliatoi della palestra, difatti le telecamere di sorveglianza del centro sportivo non l'hanno vista uscire viva. Spero che non condannino al carcere a vita un'altro eventuale innocente, poiche sarebbe un'altra enorme vergogna per la giustizia italiana.

seccatissimo

Dom, 23/09/2018 - 00:29

In uno stato di diritto, non si sarebbe mai arrivati alle sentenze di primo grado e di appello con condanna all'ergastolo ! Al Bossetti faccio i migliori auguri per il futuro e che ottenga finalmente giustizia !

tonipier

Dom, 23/09/2018 - 08:40

" SOLO FANTASIE DI RIDICOLI ESPERTI" Il 99% per cento le prove sono state costruite ad arte, sulla stessa piazza.. non si poteva trovare un soggetto superiore a questo individuo,..... avevano tutte le carte in regola per assalirlo.Impossibile aver ideato, un lavoratore del genere-con una famiglia alle spalle, un "omicidio" preparato alla violenza..... Dovrebbero intervenire per portare alla luce la vera verità....senza alcun scrupolo, gli ISTITUTI DELL'ILLECITO DEL GIUDICE"

Raoul Pontalti

Dom, 23/09/2018 - 12:13

Storia trita e ritrita quella della contaminazione e già rigettata nei due processi di merito e dalla Cassazione nei ricorsi de libertate. Ripetiamo il concetto: per aversi contaminazione occorrono una sostanza contaminante, un soggetto contaminatore e un oggetto contaminato. L'oggetto contaminato qui sarebbe il corpo di Yara (rectius: gli indumenti), contaminatori sarebbero gli inquirenti i quali dove diavolo avrebbero prelevato la sostanza contaminante rappresentata dal DNA del carpentiere? Carpentiere che era perfetto sconosciuto a polizia giudiziaria e alla magistratura non avendo questi mai preso neppure una multa per violazione del codice della strada? Né si può pensare che contaminando oggi e contaminando domani con contaminanti diversi si possa poi ottenere casualmente un DNA riferibile a persona esistente e proprio del luogo.

Raoul Pontalti

Dom, 23/09/2018 - 12:38

@simonemoro il DNA non è misteriosamente scomparso, semplicemente fu interamente consumato in laboratorio per ottenere il profilo genetico di Ignoto1. Ciò che rimane (e reclamato dai difensori del carpentiere per la cd superperizia) sono soltanto frammenti derivati dall'amplificazione del DNA estratto dai reperti i quali riesaminati non potrebbero che dare il medesimo risultato già ottenuto, ossia l'identificazione di ignoto1 con il carpentiere. Faccio sommessamente notare che un cieco non può vedere e dunque il fatto che un cieco non abbia visto passare una persona non significa che la persona non sia effettivamente passata, in altri termini: le telecamere di sorveglianza non videro uscire Yara dalla palestra perché erano fuori uso.