Buche a Roma, s'indaga per la morte di Noemi Carrozza

Chi ha ucciso Noemi Carrozza? Secondo sua madre non c’è dubbio: “È morta per colpa della strada”. Nel frattempo è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti, l’ipotesi di reato è quella di “omicidio stradale”

Continuano gli accertamenti sull’asfalto martoriato della Cristoforo Colombo. Proprio lì, all’altezza dell’incrocio con via di Villa Plinio, dove Noemi Carrozza ha perso il controllo del suo scooter e, dopo poche ore, la vita.

A tre giorni dalla tragedia, c’è un interrogativo che ancora non trova risposta: Chi l’ha uccisa? Sua madre non ha dubbi: “È morta per colpa della strada”. E ci sarebbero almeno un paio di testimoni pronti a confermare questa versione, che “l’hanno vista sbandare dopo aver preso le radici della Colombo”. Noemi, assicura sua madre, “andava piano”. Sembra di sentire le parole di un’altra madre distrutta dal dolore, Graziella Viviano, che ha perso sua figlia, Elena Aubry, da poco più di un mese in circostanze analoghe. Anche la donna aveva subito puntato il dito contro “le maledette buche di Roma”.

Ma, per la morte di Noemi, le piste battute dagli inquirenti sono molteplici. C’è anche il sospetto che la giovane possa essere stata colta da un malore, oppure urtata da un altro mezzo in transito. La prima ipotesi verrà confermata o esclusa nelle prossime ore, in seguito all’esame autoptico. Nel frattempo, è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti, l’ipotesi di reato formulata dal pm Stefano Luciani è quella di “omicidio stradale”.

Tra i tanti messaggi di solidarietà che, in queste ore, stanno raggiungendo i familiari della sincronette c’è anche quello della sindaca di Roma Virginia Raggi che, dal suo profilo Twitter, ha scritto: “Esprimo le mie condoglianze e la mia vicinanza alla famiglia di Noemi Carrozza, giovane campionessa del nuoto sincronizzato italiano, che la città di Roma ricorderà sempre per il suo sorriso e la sua forza mentre danzava in acqua e come esempio per tutte le giovani atlete”.

Le parole della prima cittadina, però, non mettono al riparo l’amministrazione dalle polemiche. “Circa il 30 per cento degli incidenti è provocato dai problemi di manutenzione”, spiega a Il Messaggero Patrizia Quaresima, segretaria romana dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada. “Buche, allagamenti, ma anche le foglie sulle strade di Roma”, aggiunge la Quaresima, “sono un enorme pericolo”. Ed è ancora la signora Viviano a definire quello che sta capitando lungo le strade della Capitale come “un’emergenza umanitaria” e ad invocare “un intervento d’urgenza a livello nazionale”. Perché, chiosa la donna, “i nostri ragazzi non sono carne da cannone come il popolo della ninna nanna della guerra di Trilussa”.