Calendario Epson 2017: la fotografia di Andrea Pistolesi

Le fotografie sono state scattate da Andrea Pistolesi e rappresentano i paesaggi in formato panoramico

Liberatevi dal pregiudizio che una grande azienda debba muoversi e decidere solo in base al profitto. Non sempre accade e non è di certo il caso di Epson, multinazionale della tecnologia che dall’inizio del Terzo millennio produce un calendario da collezione affidandosi a un grande fotografo per dare respiro e valore a questa giovane arte.

Epson regala un oggetto al quale lavorano per mesi, è in tiratura limitata a sole 800 copie numerate e firmate dall’autore che ogni anno si sceglie di valorizzare, e sono tutte copie realizzate a mano con sapienza e precisione, incollando le singole immagini prodotte con stampanti, carte fine art ed inchiostri Epson.

Per spiegarci meglio, partiamo da un concetto elementare: proprio oggi, grazie alla tecnologia digitale e ai social network che ci collegano col mondo, la fotografia è un mezzo espressivo globalmente diffuso. Tutti noi visioniamo e metabolizziamo migliaia di scatti quotidianamente: scrollano sulle nostre home page Facebook, sulla Rete, sui giornali, in televisione, sugli smartphone, in un susseguirsi incessante che un clic dopo l’altro sposta continuamente la nostra attenzione facendoci dimenticare ciò che abbiamo appena osservato per dedicarci al contenuto successivo. Ma un’immagine, per rimanere in mente, per vivere e sopravviverci, deve essere stampata. E in Epson lo hanno capito. Diversi grandi fotografi hanno firmato le edizioni precedenti del Calendario.

Dal 2001: Giorgio Lotti, Franco Fontana, Mario De Biasi, Giovanni Gastel, Mimmo Jodice, Ferdinando Scianna, Gian Paolo Barbieri, Gianni Berengo Gardin, Massimo Vitali, Vittorio Storaro, Gabriele Basilico, Maurizio Galimberti, Stefano Unterthiner, Luca Campigotto, Renato Marcialis e Francesco Radino, in un succedersi di lavori sul paesaggio e artistici di grande valore iconografico. Il 2017 porta la firma di Andrea Pistolesi, viaggiatore fotografo rappresentato dalle agenzie Getty Images e Hemis. Dodici fotografie di paesaggio in formato panoramico, scattate spesso in aree geografiche estreme dove i luoghi sono esposti alla forza degli elementi e nei quali l'uomo, seppure non protagonista, riveste anch'esso un ruolo. Il titolo sintetizza in maniera eccellente il modo di leggere il paesaggio di Pistolesi che non cerca l'estetica fine a se stessa, ma come un moderno esploratore che si muove in un mondo ormai già conosciuto, cerca nuovi confini dove i territori da esplorare sono altri, quelli della natura che si esprime in maniera dirompente o quelli in cui l'uomo, quando appare, non è mai una presenza incoerente, anzi diventa un elemento necessario per definire un nuovo e diverso equilibrio.

“Ciò che mi ha sempre affascinato nel lavoro di Andrea Pistolesi – ha affermato Massimo Pizzocri, Amministratore Delegato di Epson Italia - è il suo modo di leggere il paesaggio: lo vedo come un moderno esploratore alla ricerca di nuovi punti di vista, non ancora sperimentati. Questo lavoro ci ha posto anche una nuova sfida tecnica che abbiamo volentieri accettato, quella del formato panoramico che Andrea ha fortemente voluto e che ci è sembrata l’unica visione possibile per queste meravigliose immagini. Una prospettiva ampia, per offrire a tutti noi una sorprendente visione sui confini del nostro mondo, dove Andrea ci ha condotto con il suo viaggio”.

Pistolesi ha prima lavorato su pellicola nel formato della Hasselblad XPan e poi in digitale con la tecnica di fusione di più immagini. La scelta, partita da oltre 120 scatti, è giunta alle 12 immagini finali, dopo una complessa selezione che ha tenuto conto di numerosi criteri formali come contenuto, coerenza, taglio sino, non ultimo, al gusto personale.

Un vero oggetto di culto per gli amanti del genere.