Capuozzo: "L'esempio del giocatore saudita. Ribelle nella squadra avvilente"

Toni Capuozzo elogia l'unico calciatore dell'Arabia Saudita che ha rispettato il minuto di silenzio per le vittime dell'attentato di Manchester

Nei giorni scorsi aveva fatto scalpore l'oltraggio della nazionale di calcio dell'Arabia Saudita che durante la partita valevole per le qualificazioni mondiali si era rifiutata di rispettare il minuto di silenzio in in onore delle vittime dell'attentato di Londra. L'immagine dei calciatori sauditi disposti in ordine sparso mentre gli australiani erano tutti abbracciati a metà campo, ha indignato il mondo. Ma Toni Capuozzo ha voluto rendere omaggio all'unico calciatore che ha avuto il coraggio di distinguersi dai suoi compagni.

Le parole di Capuozzo

"Visto il dibattito, qui, sul minuto di silenzio in omaggio alle vittime dell'attentato di Londra non rispettato dai sauditi ad Adelaide - ha scritto Capuozzo - prima dell'incontro Australia-Arabia Saudita, voglio precisare un dettaglio. In realtà il numero 7 della squadra saudita, Salman Al Faraj, il minuto di silenzio l'ha fatto. Statisticamente è poco, ma mi piace perchè sottolinea l'insopprimibile libertà dell'individuo, davanti a valori (in questo caso disvalori) collettivi, davanti ad abitudini, culture, connivenze di gruppo. Fatte le debite proporzioni, sembra l'immagine di piazza Tien An Men, con un uomo solo che si oppone all'indifferenza blindata e disciplinata dei suoi compagni. E' un singolo, ma è anche un gesto potente, una ribellione muta a un gioco di squadra avvilente". Il titolo che Capuozzo ha dato al suo post è eloquente: quando il numero 7 è il numero 1. Titolo azzeccato.

Commenti

manfredog

Dom, 11/06/2017 - 22:45

..Mon dieu, caro Salman Al Faraj, chissà adesso che fine..Faraj..!! mg.

Lens69

Dom, 11/06/2017 - 22:57

Ora potete capire tra Arabia Saudita e Qatar chi é il piú fondamentalista tra i due ?

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Leonida55

Lun, 12/06/2017 - 00:22

@Lens69 - si, tutti e due, ma lo sapevamo già, non c'erano dubbi di sorta.

rudyger

Lun, 12/06/2017 - 06:39

Mi domando: se un mussulmano si fa saltare in aria e va in paradiso, gli innocenti saltati in aria dove vanno? nella Geenna? allora il loro dio è un dio crudele e non misericordioso come è scritto in ogni pagina del corano. quindi gli osservanti del corano non sono che assassini.

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brun-brun

Lun, 12/06/2017 - 08:53

Ma quale rispetto e rispetto!!! Ma vi siete bevuti il cervello. Sta fermo con il tipico atteggiamento di disprezzo e opposizione, cioè a braccia conserte. Andavi a rivedere Balla coi lupi che ve lo spiegano bene gli indiani cosa significa quell'atteggiamento.

emigrante

Lun, 12/06/2017 - 10:20

Ebbene si, Signor Rudiger. Secondo la farneticante dottrina del Corano, i poveretti ammazzati dagli assassini islamici avrebbero anche loro un posto nel Paradiso, in quanto morti per la gloria di Allah. Ciò detto, non c'è dubbio che quella non sia una religione di pace, visto che prevede la scelta fra conversione e soppressione degli "infedeli". In realtà, nonostante le opinioni dell'Iman del Vaticano, personalmente faccio una grande fatica persino a considerarla una religione. Storicamente, infatti, si è trattato del parto letterario strumentale di un guerriero e conquistatore.

Griscenko

Lun, 12/06/2017 - 10:35

Il gioco di squadra avvilente è anche quello fatto dalla nazionale italiana che sponsorizza l'invasione dell'Italia da parte dei richiedenti asilo. Nessun calciatore si è sottratto a questo ruolo. Non c'è alcun numero uno tra i calciatori italiani. Sono pecoroni ultramilionari.