Carri armati in stazione a Milano

Da giorni in Italia gira uno o più treni che trasportano carri armati. Il caso è anche arrivato in Parlamento: "La Difesa chiarisca"

Potrebbero sembrare manovre militari. O almeno è questo che le persone hanno immaginato guardando le foto che arrivano dalla stazione di Milano e da tutta Italia.

Alla stazione Garibaldi di Milano un treno carico di carri si è fermato per qualche momento. Sul Grande Raccordo Anulare di Roma, ieri, gli automobilisti hanno dovuto mettere le frecce per superare un tank senza cingoli che occupava la carreggiata di destra. E sulla linea adriatica della ferrovia, i cittadini si sono allarmati nel vedere transitare il treno carico di carri armati.

In realtà, come si apprende da fonti militari, i movimenti sono spostamenti dovuti ad esercitazioni programmate.

Dove siano diretti questi armamenti, non è ancora dato sapere. Ma come è possibile immaginare, non sono passati inosservati. Tanto che la deputata di Sinistra italiana Laura Ricciatti ha presentato una interrogazione parlamentare per chiedere al governo spiegazioni. "Un clima di apprensione comprensibile dopo gli eventi di Parigi - ha detto al Corriere Adriatico - che porta molti cittadini a chiedersi cosa stia realmente accadendo, anche a seguito degli annunci di possibili interventi militari. E’ necessario chiarire questi dubbi ed evitare la diffusione di informazioni allarmanti o poco chiare. Per questo ritengo utile un chiarimento ufficiale del vertice della Difesa, al fine di tranquillizzare i cittadini sull’episodio".

Le ipotesi intanto si sprecano. Il tank che ha imboccato il raccordo a Roma, infatti, stava probabilmente tornando dal poligono di Monte Romano, dove i Lancieri di Montebello avevano realizzato un'esercitazione. Per questo avrebbe deciso di abbandonare le strade secondarie per il più scorrevole raccordo. Come se fosse un'utilitaria.

Per quanto riguarda il treno carico di mezzi pesanti, secondo Il Tempo, Trenitalia avrebbe dichiarato che il convoglio fa parte di un trasporto programmato da tempo. I carri sarebbero diretti alla base di Capo Teulada in Sardegna. L'ufficio stampa delle Fs, contattato da ilGiornale.it, non è in grado di confermare.

Il viaggio verso la Sardegna, però, non giustifica il passaggio dalla Stazione di Milano. Secondo fonti militari i mezzi pesanti sarebbero diretti in Friuli per un'esercitazione.

Ma il giallo rimane. E ai tempi degli attentati di Parigi e dei venti di guerra che soffiano sull'Europa, sono molte le domande che sorgono.

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Commenti

paco51

Gio, 19/11/2015 - 18:40

Vanno a spasso! come si diceva nella marina napoletana: "facite ammuina!"

Anonimo (non verificato)

Happy1937

Gio, 19/11/2015 - 18:56

Sarebbe bene cha questa Ricciatti e tanti altri suoi inutili e ignoranti colleghi si occupassero dei fatti loro e lasciassero l'esercito operare senza condizionamenti.

Happy1937

Gio, 19/11/2015 - 18:58

Sarebbe bene che questa Ricciatti non rompesse le scatole all'esercito che certamente sa meglio di lei cosa fare per difenderci.

ziobeppe1951

Gio, 19/11/2015 - 19:02

Ma sparano almeno?

Ritratto di semovente

semovente

Gio, 19/11/2015 - 19:03

Se i soldati si muovono con i loro mezzi per addestrarsi subentra la paura e si fanno addirittura interrogazioni parlamentari. Se gli stessi stanno in caserma li si appella di scansafatiche. Se vengono impiegati all'estero li si accusa di andare ad arricchirsi. Se c'è da tagliare fondi non vi sono dubbi che lo si deve fare a carico dei militari. Se non hanno le divise vengono definiti straccioni. Se fanno attività addestrative alcuni chiedono ma che fate 'ste cose sprecando soldi. Se muoiono in servizio qualcuno li piange altri addirittura esultano. Mettetevi un po' d'accordo.

lamwolf

Gio, 19/11/2015 - 19:07

Credo che le esercitazioni per essere pronti ad un intervento interno o fuori area siano intensificati. Tutto il comparto di difesa è in stato di allarme e ci sono già vari scenari di intervento sia in caso di attacco terroristico che fuori area. Pochi sanno che anche noi partecipiamo ad un contingente di qualche migliaio di uomini inquadrati in un esercito di pronto intervento europeo di circa 35 mila uomini di pronto impiego, operativo in pochi giorni ma meglio dire poche ore.