Catania, sequestrati giornali e tv all'editore Mario Ciancio

Terremoto nell'editoria meridionale. Nel mirino dei magistrati "La Sicilia" di Catania e "La Gazzetta del Mezzogiorno" di Bari. L'editore sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa

Ha suscitato un terremoto nel mondo dell'editoria meridionale il provvedimento del tribunale di Catania che ha posto sotto sequestro giudiziario (finalizzato alla confisca) il quotidiano "La Sicilia", la maggioranza delle quote del quotidiano pugliese e lucano "La Gazzetta del Mezzogiorno" e due emittenti televisive (Antenna Sicilia e Telecolor) facenti parte del gruppo guidato da Mario Ciancio Sanfilippo.
In tutto, all'editore siciliano 86enne, sono stati sequestrati beni per 150 milioni di euro . Il tribunale ha nominato commissari giudiziari per non interrompere le attività lavorative delle testate e delle emittenti sequestrate.
Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Ros e del comando provinciale del capoluogo etneo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Mario Ciancio Sanfilippo è sotto processo con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Complessivamente l'operazione ha portato al sequestro di conti correnti, polizze assicurative, 31 società, quote di partecipazione di altre sette società e beni immobili.
"Il mio patrimonio è frutto solo del mio lavoro. Non ho mai avuto alcun tipo di rapporto con ambienti mafiosi. Ritengo che le motivazioni addotte dal tribunale per la confisca siano facilmente superabili da argomenti di segno diametralmente opposto di cui il collegio non ha tenuto conto. I miei avvocati sono già al lavoro per impugnare il provvedimento in Corte d'Appello" ha commentato l'editore Mario Ciancio Sanfilippo.

Commenti

mariod6

Lun, 24/09/2018 - 18:38

Sicuramente un'insieme di imprese che valgono 150 milioni di euro, in Sicilia, Puglia e Basilicata sono tutte immuni da infiltrazioni criminali. Nelle zone di influenza delle varie aziende la mafia e la criminalità organizzata non esistono e se ci sono si occupano di altro.

fifaus

Lun, 24/09/2018 - 21:57

mariod6: avrà anche ragione,ma il reato di concorso esterno in associazione mafiosa mi sembra un abominio giuridico.

mariod6

Mar, 25/09/2018 - 11:43

@ fifaus - Non lo è stato però per Marcello dell'Utri.