Celiaci "per moda": 6 milioni di italiani usano prodotti no-glutine senza averne bisogno

Sono 6 milioni gli italiani che consumano prodotti senza glutine senza essere celiaci: la nuova moda alimentre spopola nell'errata convinzione che sia più sana e aiuti a dimagrire

L'ultima moda alimentare è il no-glutine: sono circa 6 milioni gli italiani che consumano cibi per celiaci senza averne bisogno nell'errata convinzione che si tratti di uno stile alimentare più sano e che aiuti a restare in forma più facilmente.

Il 10% dei cittadini segue una dieta totalmente, parzialmente o occasionalmente gluten-free senza averne bisogno. Già un prodotto per celiaci su 3 va a chi non serve e il mercato è in ascesa, anche grazie a celebrità come Gwyneth Paltrow, Victoria Beckham, Kim Kardashian e Lady Gaga che seguono una dieta senza glutine pur non essendo celiache, influenzando i loro milioni di fan.

"Oggi milioni di persone scelgono di eliminare il glutine dalla propria dieta per seguire la moda del momento, un'idea rafforzata dai sempre più numerosi personaggi noti, non celiaci, che seguono la dieta gluten-free e lo dichiarano pubblicamente nell'erronea convinzione che garantisca un maggior benessere o che faccia dimagrire - ha spiegato Giuseppe Di Fabio, presidente Aic - Nessuna ricerca ha finora dimostrato qualsivoglia effetto benefico per i non celiaci nell'alimentarsi senza glutine, anzi. Gli studi scientifici stanno ampiamente dimostrando che in chi non è celiaco l'esclusione del glutine è inutile".

Sprecati 100 mln di euro l'anno

I celiaci "per moda", oltre a seguire una dieta inappropriata, sprecano ogni anno oltre 100 milioni di euro, avvertono gli esperti. Secondo i dati Nielsen diffusi dall'Associazione italiana celiachia (Aic) in occasione della Settimana nazionale della celiachia, dal 13 al 21 maggio, ogni anno nel nostro Paese si spendono 320 milioni di euro per prodotti senza glutine, ma di questi solo 215 derivano dagli alimenti erogati per la terapia dei pazienti realmente celiaci, per i quali questa dieta è l'unica alimentazione possibile.

In Italia si stimano circa 600.000 persone celiache, pari all'1% della popolazione, ma i diagnosticati ad oggi sono appena 190.000. Il 70% dei celiaci non sa di avere questo problema, al contrario il 99% della popolazione che non è celiaca sembra appassionarsi ad una vita "gluten-free".

"La celiachia è una malattia irreversibile e chi ne soffre deve nutrirsi senza glutine per tutta la vita, in ogni circostanza - riprende Di Fabio - Con questa finalità, il Servizio sanitario nazionale eroga ai pazienti celiaci i prodotti dietetici senza glutine fino a un tetto massimo di spesa pari, in media, a 90 euro/mese per paziente. I celiaci hanno faticosamente conquistato diritti e tutele fondamentali che rischiano di essere messe in discussione dal diffondersi della moda del senza glutine tra i non celiaci, che svilisce e banalizza la malattia e le difficoltà di chi ne soffre. La moda dei cibi gluten-free può portare a ritardo o a mancate diagnosi, in quanto chi si mette a dieta senza glutine, senza una diagnosi precisa, rischia di vanificare la possibilità di scoprire se la celiachia sia la vera causa dei propri malesseri".

Settimana nazionale della celiachia

L'obiettivo della Settimana nazionale della celiachia è anche informare i pazienti e aiutarli ad avere una dieta varia, gustosa e sana grazie a poche, semplici regole: la dieta di esclusione deve essere seguita per tutta la vita, ma è importante sapere, per esempio, che il numero di alimenti permessi è di gran lunga superiore a quello dei cibi proibiti.

A casa è abbastanza semplice preparare pasti senza glutine, quando invece si mangia fuori occorre fare particolare attenzione, spiegando la propria condizione e informandosi sugli ingredienti dei piatti. L'ideale è scegliere i locali attenti alle esigenze dei celiaci, nei quali si può trovare un pasto sicuro e buono: per rendere la vita più semplice ai pazienti è nato perciò il progetto "Alimentazione Fuori Casa" di Aic, che oggi ha formato oltre 4 mila ristoranti, pizzerie, alberghi e gelaterie in tutta Italia.

In occasione della Settimana della Celiachia verrà distribuito materiale informativo anche nelle scuole. "L'obiettivo è informare e sensibilizzare i ragazzi sulla patologia e sull'importanza dell'alimentazione senza glutine per chi è celiaco, per insegnare loro che il gluten-free non è una moda ma una necessità per chi è malato", ha spiegato il presidente Aic.

Molte le iniziative previste durante la Settimana, che ha il patrocinio dell'Associazione Nazionale Dietisti (Andid): attraverso il sito www.settimanadellaceliachia.it sarà possibile informarsi sulle 5 regole per una corretta alimentazione senza glutine e sugli eventi speciali organizzati dalle sezioni regionali di Aic; online sarà anche possibile rivolgere domande a medici e dietiste, a disposizione dei cittadini attraverso mail e chat. "In occasione della settimana sarà anche pubblicata la guida 'Sport&Celiachià a cura del Comitato scientifico di Aic e patrocinata dal Coni: scaricabile gratuitamente sul sito dell'Associazione www.celiachia.it, è uno strumento utile per capire come lo sport sia un importante strumento di benessere per i celiaci e anche per sfatare l'errata convinzione che una dieta senza glutine migliori le prestazioni degli atleti non celiaci, come purtroppo erroneamente sostengono anche alcuni campioni sportivi", conclude la nota.

Commenti

manfredog

Mer, 10/05/2017 - 13:49

..è la solita storia; la differenza tra la persona 'modaiola' e la persona elegante, che è netta, e che denota nettamente la cultura o meno della persona. E' un po' come in politica; a parte rari casi, oggi chi vota a sinistra è il classico 'modaiolo' della politica, mentre chi vota al centro destra (anche qui con delle eccezioni) è l'elegante della politica, che cerca, per quel che può, di scegliere e ragionare con la propria testa. mg.

Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Mer, 10/05/2017 - 14:27

il potere di condizionamento di giornali, TV e internet sui minus habentes è incredibile....

robjn

Mer, 10/05/2017 - 14:49

LA STORIELLA DELLA "MODA" PER NON DIRE LA VERITA' E' VECCHIA TRITA E RITRITA... IO SONO < INTOLLERANTE > AL GLUTINE COME MIGLIAIA DI ALTRE PERSONE VISTO CHE IMPORTIAMO CEREALI DALL'ESTERO EST EUROPA, CON ELEVATISSIME PERCENTUALI DI GLUTINE. QUESTO PROBLEMA SI RIPERQUOTE SULL'ASSORBIMENTO INTESTINALE SUI TESSUTI MOLLI SULLE VIE BILIARI ECC .. SAREBBE DECISAMENTE PIU COMODO E MENO "COSTOSO" CIBARSI DI PRODOTTI NOSTRANI ITALIANI DECISAMENTE PIU SALUTARI E MENO TOSSICI .. CON TASSI GLUTINICI COMPATIBILI AL NOSTRO CLIMA E ABITUDINI ALIMENTARI ... ALTRO CHE MODA ... QUESTO ARTYICOLO NON E' FARE INFORMAZIONE .

robjn

Mer, 10/05/2017 - 15:00

Considerare lei "Intolleranze" alimentari soprattutto dovute alle importazioni imposte di cereali agglutinati provenienti dai paesi dell'est europa fino a 6 volte tanto rispetto ai Nostri cereali Italiani !! Io sono tra le Migliaia di persone intolleranti al glutine ... Ce la necessità di prodotti a km zero .. non di chiacchiere disinformative come leggo in quì !!!

Ritratto di karmine56

karmine56

Mer, 10/05/2017 - 17:29

Scusa Ginevra se ti contraddico, il glutine è dannoso anche per i non celiaci. Non è una moda, ma è mangiare altro. Quattro anni che non mangio glutine e guarda è lo stesso periodo che non ho più lombalgie croniche e colpi della strega a ripetizione. Credimi Ginevra non è solo moda, è salute. Gli insegnamenti del dr Mozzi cominciano a dare frutti.

evuggio

Mer, 10/05/2017 - 19:56

Poverini! un mesto pensiero dedicato alla loro morte cerebrale.

Pitocco

Ven, 12/05/2017 - 10:21

Essere o non essere ciliaci? A dire il vero il glutine nei grani antichi, di qualche decennio fa, avevano una percentuale molto bassa se non addirittura esigua. Con l'avanzamento delle techniche di lavorazione (dalla mano alle macchine) e con la sperimentazione si sono selezionati "cultivar" di frumento che avessero una percentuale di glutine molto alta, senza però controllare se tale proteina potesse avere dei riscontri medici in chi la assumesse tutti i giorni, per il semplice motivo di abbassare i costi di produzione aumentando i profitti per le industrie del settore. Non si dimentichi inoltre che tutta l'agricoltura soffre di avvelenamento e chi dice che non è vero è in malafede, perché anche costui si sta scavando la fossa. Ora che sia una moda o meno mi lascia indifferente, ma che esitano persone che ne soffrano questo è allarmante.

Klotz1960

Ven, 12/05/2017 - 22:24

E certo.. e' cosi' charmant presentarsi come celiaci, cosi' ricercato... fa un sicuro effetto...non e' da sfigati qualunque... si aprono mille porte!!!

Klotz1960

Ven, 12/05/2017 - 22:26

" si sono selezionati cultivar di frumento che AVESSERO" .... e tanti saluti alla concecutio temporis