Chloe Ayling, spuntano le foto della modella durante la prigionia in Italia

Alcune foto che ritrarrebbero la modella Chloe Ayling durante la prigionia in provincia di Torino sono state inviate ad alcuni giornali britannici

Il sequestratore di Chloe Ayling, la modella inglese rapita a Milano, avrebbe inviato ai tabloid inglesi alcune agghiaccianti foto che ritraggono la 20enne durane la prigionia.

Le immagini sono state inviate via mail ad alcuni giornali britannici e sarebbero state scattate dal polacco Lukasz Herba nel casolare vicino a Torino dove la modella sarebbe stata tenuta prigioniera per 6 giorni. "Sapevate che Chloe Ayling è stata rapita in Italia e ora è stata messa in vendita dalla mafia russa? Guardate l'allegato", è il testo della mail arrivata nelle redazioni assieme alle foto.

Negli scatti si vede una ragazza bionda, molto somigliante a Chloe, stesa sul pavimento con addosso solo un costume intero rosa. Sul suo stomaco c'è appuntato un biglietto con le informazioni per comprare la donna all'asta. Il Daily Mail ha deciso di pubblicare due delle foto che ha ricevuto (GUARDA LE FOTO).

Ancora più inquietante è il biglietto appuntato sulla pancia della giovane donna. "Chloe, nata negl Regno Unito, rapita in Italia e tenuta prigioniera in Italia", si legge nel biglietto che informa gli interessati che l'asta per acquistare la "modella principiante" parte da una base di 300 mila dollari.

Seguono le misur della ragazza e si precisa che "tutte le nostre ragazze comprabili solo tramite asta" e che sono "tenue prigioniere in Europa" ma possono "essere trasportate in tutto il mondo". Poi viene ricordato agli acquirenti di "controllare sempre di essere su un sito dell'autentico gruppo della Morte Nera" perché ci sono un sacco di imitatori sul web.

La polizia è stata informata di queste mail e sta investigando sul caso. Molti sono i punti ancora da chiarire della vicenda, a partire dalle incongruenze nei racconti della donna e del suo rapitore, definito come un mitomane dl procuratore a capo delle indagini italiane.