La confessione del killer della tabaccaia: "Ho perso la testa"

L’assassino di Maria Luisa Fassi, la donna di 53 anni uccisa nella sua tabaccheria di Asti ha confessato l'omicidio: "Ho perso la testa"

"Non so spiegarmi perchè l’ho fatto: alle urla di quella donna ho perduto la testa". L’assassino di Maria Luisa Fassi, la donna di 53 anni uccisa nella sua tabaccheria di Asti ha confessato l'omicidio. "Quando ha confessato era un uomo disperato", ha affermato il sostituto procuratore Luciano Tarditi. "Domani presenterò richiesta di convalida dell’arresto al gip", aggiunge il magistrato, che ha coordinato l’inchiesta sull’omicidio della tabaccaia. L’uomo era già stato ascoltato nei giorni scorsi dei carabinieri perchè la sua auto, una Renault Megane grigia, compariva nelle immagini delle telecamere di sicurezza davanti alla tabaccheria di via Volta all’ora dell’omicidio. La vettura, che è stata sequestrata, era parcheggiata in senso inverso a quello di marcia, in modo che la portiera del guidatore fosse dalla parte del marciapiede.

Ad armare l’uomo sarebbe stata la disperazione:padre di tre figli, uno dei quali malato, ha detto ai carabinieri di essere "pieno di debiti" e di avere una "situazione economica pesante", aggravata secondo quanto appreso dal anche dal vizio per il gioco. La rapina in cui ha perso la vita Maria Luisa Fassi avrebbe fruttato al killer un bottino di appena 800 euro.

Commenti
Ritratto di abate berardino

abate berardino

Ven, 24/07/2015 - 22:23

appariva disperato? cos e´, gia si mettono le mani avanti per un eventuale sconto di pena?

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Sab, 25/07/2015 - 11:56

Un'altra vittima che, come tante altre del passato, sicuramente non avrà giustizia da questa Stato e questa magistratura. Finirà tutto sommerso, come per altri casi, da un mucchio di chiacchiere e senza colpevoli che pagheranno a vita, perché il buonismo di Stato ed ecclesiastico, ormai da decenni imperante in qualsiasi situazione in Italia, anche nelle aule di giustizia, considera come colpevole di tutto non l'individuo-assassino, ma la società in genere, cioé nessuno. E tutto finirà a tarallucci e vino. Come dicono a Napoli, finisce che chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ecc.. E poi le sedicenti autorità pretendono che non ci si faccia giustizia con le proprie mani. Queste sono morti che gridano vendetta. La giustizia dello Stato non può imitare ciò che succede nelle chiese, dove con una stretta di mano si ritorna a stare in pace col prossimo, se pure. Ma ad applicare leggi ferree. Le leggi del taglione, da far perdere davvero la testa.

moichiodi

Sab, 25/07/2015 - 13:31

un italiano? salvini si starà rivoltando nella poltrona.