Congo, rilasciati giornalisti di Report arrestati durante inchiesta

Luca Chianca e Paolo Palermo indagavano su una tangente pagata dall'Eni

Lavorano per Report Luca Chianca e Paolo Palermo, giornalisti italiani fermati lo scorso mercoledì in Congo, dove erano impegnati in un'inchiesta sulla presunta tangente pagata dall'Eni per il giacimento Opl245 in Nigeria.

Chianca e Palermo erano stati inviati per indagare sulla questione e ricostruire nei dettagli la storia, su cui sta lavorando la procura di Milano e che vede indagati l'ex manager Scaroni e l'attuale numero uno, Claudio Descalzi.

Mercoledì i due giornalisti avevano raccolto la testimonianza di Fabio Ottone, imprenditore italiano e marito di una delle figlie del presidente congolese Denis Nguesso. "Adesso tocca uscire dal Congo", aveva scritto Chianca all'autore di Report, Sigfrido Ranucci, dopo l'intervista.

"Sono stati tenuti segregati due notti in una stanza di due metri quadrati piena di animali e costretti su una traballante sedia di plastica", fa sapere Report, raccontando l'odissea dei due.

Fermati a Point Noir, ai due giornalisti sono stati sequestrati "i telefoni, computer, telecamere e il girato che doveva esser trasmesso nell’imminente edizione", dice ancora il comunicato della trasmissione Rai.

Il loro fermo era stato tenuto segreto, per permettere alla diplomazia di muoversi e assicurare la loro liberazione. I giornalisti sono stati ora liberati e questa mattina alle 5 sono sbarcati allo scalo romano di Fiumicino.

Commenti
Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Lun, 20/03/2017 - 14:13

il paese di cecile....

nonnoaldo

Lun, 20/03/2017 - 16:29

Facciamoci del male per un po' di audience. In numerose democrazie è normale che aziende paghino provvigioni agli intermediari, tanto che dette uscite sono regolarmente riportate nei bilanci. Gli intermediari poi fanno ciò che credono delle provvigioni ricevute. Se politici locali hanno preteso mazzette è un problema dello stato cui appartengono, non nostro.