Denutrito e abbandonato in rudere: cavallo salvato in extremis

Il povero animale è stato trovato rinchiuso in un rudere di pietra, denutrito e con numerose ferite infette legate, probabilmente, a sevizie

Solo per un caso del tutto fortuito le guardie zoofile volontarie dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (Oipa) sono riuscite a trovarlo in tempo, prima che le sue condizioni di salute potessero peggiorare ulteriormente portandolo ad una morte orribile: si tratta di Apollo, un cavallo bianco di 20 anni, liberato dalla prigione in cui era costretto, grazie ad una segnalazione arrivata in extremis.

La povera bestia era rinchiusa all’interno di una baita fatiscente in località Piano Audi di Corio, ad oltre 1000 metri di quota. Lo spettacolo che le guardie si sono trovate davanti è stato a dir poco raccapricciante: il cavallo, in condizioni disperate, era disteso a terra, completamente denutrito e con numerose escoriazioni e ferite infette sul busto e sulle zampe, che sono state interpretate come veri e propri segni di violenza.

Grazie all’intervento dell’Oipa, nonché alla collaborazione dei Carabinieri di Corio, a cui è stato prontamente denunciato il fatto, ora Apollo può esser accudito amorevolmente all’interno del “Rifugio del Cane Vagabondo” a Barbania: il personale del centro ha sottoposto l’animale ad una massiccia cura di antibiotici e cercherà ora di rimetterlo in sesto, operazione complessa viste le condizioni critiche nelle quali si trovava al momento dell’accoglienza.

I Carabinieri sono riusciti a rintracciare il proprietario del cavallo e lo hanno interrogato a riguardo. Come riportato da “Il Canavese”, costui avrebbe respinto ogni accusa, sostenendo che l’animale “si era allontanato da giorni facendo perdere le proprie tracce”. Secondo il suo racconto sarebbero stati inutili i tentativi di ritrovarlo, ma la versione fornita non ha convinto per nulla gli inquirenti; continuano le indagini, motivate anche dal fatto che risultano evidenti i segni di brutali sevizie.

Commenti

seccatissimo

Gio, 28/06/2018 - 22:48

Chi maltratta i propri simili ma anche gli animali, è un essere malvagio ed indegno e va punito severamente, senza attenuanti !

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 29/06/2018 - 13:01

Di chi è la stalla? Avrà un proprietario o comunque qualcuno che possiede l'immobile. Ecco, lui è il sospettato dell'abigeato, non certo il proprietario del quadrupede.