Così sul web nasce la teoria del complotto

L'esperto: "Il pregiudizio di conferma e l'analfabetismo funzionale dietro ai fanatici della controinformazione"

Ormai è un classico: non c'è attentato o tragedia che non diventi oggetto delle strambe teorie dei complottisti. Dall'11 settembre fino agli attentati di Parigi passando per l'immigrazine, per loro nulla è reale: tutto è una messinscena organizzata dai poteri forti per indebolirci, toglierci le libertà o fare soldi sulle nostre spalle.

Una vera e propria "tribù" che si confronta sul web e rafforza le proprie teorie nei forum e nei social network, credendo più alle bufale che alle immagini diffuse dai media, più ai cosiddetti siti di controinformazione che a quelli "istituzionali". "Per ogni tipo di narrativa c'è una comunità", spiega Walter Quattrociocchi, dell'Istituto Imt Alti Studi di Lucca, che ha presentato gli ultimi dati sul complottismo online nel convegno sui Big Data, "A cementare le tribù del web è la combinazione di una vastissima quantità di contenuti, molto eterogenei, accettati senza controllo e senza mediazione".

Secondo l'esperto, "a farla da padrone è la tendenza a prendere per buono solo ciò che è affine alle proprie credenze", il cosiddetto "pregiudizio di conferma". A questo si aggiunge un certo gradi di "analfabetismo funzionale", inteso come incapacità di capire un testo, che fa rilanciare più spesso notizie "gradite" senza controllarne la veridicità.

Una tendenza amplificata dai social media, che fanno incontrare più facilmente persone che la pensano nello stesso modo e che permettono di rilanciare le notizie - vere o false che siano - senza pensarci su troppo. Una volta formata la tribù, inoltre, al suo interno ogni membro "piano piano tende a prendere la strada del personaggio e diventa uno stereotipo", osserva Quattrociocchi, sottolineando come sia difficile localizzare queste comunità: "Sondiamo i diversi social media utilizzando algoritmi di riconoscimento dei topic", dice, "Altri algoritmi permettono di calcolare quanto un utente sia coinvolto in una narrativa e altri ancora calcolano quanto le emozioni contino nell'interazione online."

Commenti

Dordolio

Lun, 30/11/2015 - 19:08

Un ottimo articolo. Peccato però che capiti più spesso di quanto non si pensi di scoprire cose di cui sei in grado di verificare di persona la veridicità. Ma nessuno ne ha parlato pubblicamente, i media non ne hanno fatto cenno, si tratta di cose ufficialmente inesistenti. Ma tu sai che sono vere. A me - pensate - capitò nientemeno che ad un processo importante di cui ero testimone. E il giudice mi rise letteralmente in faccia. A quel punto complottisti si diventa per forza....

arkkan

Lun, 30/11/2015 - 20:22

E' vero che le teorie complottiste sono spesso basate su ipotesi fantasiose. Ma è anche vero che i media sono quasi tutti arrogantemente allineati sul "politically correct" per cui le notizie vengono enfatizzate o meno a seconda della tendenza del momento. Se le notizie fossero piu' precise, evindenziando pro e contro, approfondendo le notizie, molto probabilmente sareste piu' credibili. Di conseguenza meno spazio sarebbe lasciato al "complottismo". Se poi per "analfabetismo funzionale" si intende anche la poca voglia di approfondire tipica di grandissima parte del pubblico, su questo concordo pienamente.

Dordolio

Lun, 30/11/2015 - 21:05

Ha ragione arkkan. La cosa poi ridicola, e che batte il complottismo anche più becero, si manifesta quando per difendere verità "ufficiali e consolidate" ci si abbandona a speculazioni risibili. Col sostegno poi dei media mainstream, di esperti e di soggetti chiaramente interessati per ragioni economiche o politiche a difendere le teorie preconcette, cioè quel che DEVE essere. In pratica si realizzano teoremi. E si riesce a fornirne validità senza nemmeno doverli dimostrare. La loro semplice esistenza è l'essenza della verità stessa. Per definizione.

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 30/11/2015 - 22:10

La Sarra l'ha fatta fuori dal vaso ho paura. Definizione del dizionario: COMPLOTTO s. m. [dal fr. complot, di etimo incerto]. – Cospirazione, congiura, intrigo ai danni delle autorità costituite o (meno com., e solo in senso estens. e fig.) di persone private. Ebbene, la versione ufficiale dell'11 Settembre ci dice che 19 terroristi hanno pianificato gli attacchi alle Torri Gemelle, Pentagono ecc. Domandina: se questo non è un complotto, cos'è esattamente?!? Ebbene mi state dicendo che non credete alla versione ufficiale per caso?? Allora chi è il complottista qui? Chi crede al governo degli USA e alla loro storiella o gli altri che sono invece SCETTICI?? REDAZIONE NON CENSURARE - GRAZIE

gianrico45

Lun, 30/11/2015 - 22:53

Così sul Web nasce nasce la teoria del complotto.Così sulla TV e sulla stampa nasce l'informazione controllata e confezionata.Adesso va a capire dov'è la verità.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Lun, 30/11/2015 - 22:56

L'UNITA' D'ITALIA FU UN COMPLOTTO: La carriera massonica di Garibaldi ebbe un salto di qualità quando il Gran Oriente di Palermo gli conferì (Tra i sei commissari inviati dal Gran Oriente c’era anche il 33° Francesco Crispi) a Torino tutti i gradi del Rito Scozzese (dal 4° al 33°) il 17 marzo 1862, seguita dall’elezione a Gran Maestro dell’Ordine d’Oriente e del Rito Scozzese Antico ed Accettato del 21 maggio 1864 e nella suprema carica di Gran Hierofante del Rito Egiziano di Memphis-Misraim nel 1881. Molte di queste informazione le dobbiamo a Aldo A. Mola direttore del ”Centro studi per la storia della Massoneria” che ha sede presso il Gran Oriente d’Italia a Roma. AVETE INTITOLATO MONUMENTI, STRADE E PIAZZE AD UN GRANDE MAESTRO MASSONE, FIGURATEVI IL SEGUITO E COSA E' ADESSO, BASTI INFORMARSI SU MONTI, LETTA, TRILATERALE, BILDERBERG ETC ETC.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Mar, 01/12/2015 - 01:12

Dragon - Assolutamente come dice Lei! Concordo al 100%.