Cosenza, paghe in base al colore della pelle: ai bianchi 10 euro in più

Domiciliari per due fratelli, titolari di una azienda agricola, accusati di discriminazione razziale e sfruttamento del lavoro

I carabinieri della compagnia di Paola (Cosenza) hanno eseguito un'operazione di contrasto allo sfruttamento dei rifugiati ospitati nei centri di accoglienza con l'esecuzione di due misure cautelari agli arresti domiciliari a carico di due fratelli di Amantea, di 48 e 41 anni, disposte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, su richiesta della Procura locale. Gli arrestati sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravati dalla discriminazione razziale. Il provvedimento prevede anche il sequestro preventivo dell'azienda e di altri beni mobili registrati di proprietà degli arrestati.

Gli elementi raccolti dai carabinieri hanno permesso di accertare che i rifugiati, principalmente provenienti da Nigeria, Gambia, Senegal e Guinea Bissau, venivano solitamente prelevati in una parallela del centro di accoglienza Ninfa marina e portati a lavorare nell'azienda agricola dei due fratelli arrestati. I rifugiati africani si trovavano a lavorare nei campi assieme ad altri lavoratori in nero provenienti principalmente dalla Romania e dall'India, ma la paga variava in base al colore della pelle. I bianchi avevano diritto a 10 euro in più degli africani, prendevano 35 euro al giorno, mentre i secondi venivano pagati solo 25, ovviamente tutto in nero. Le indagini hanno fatto emergere anche le condizioni di lavoro degradanti a cui erano sottoposti i lavoratori in nero: dormivano in baracche, mangiavano a terra ed erano sottoposti a stretta sorveglianza da parte dei due fratelli arrestati.

Commenti
Ritratto di El Presidente

El Presidente

Ven, 22/09/2017 - 10:00

Che bell'esempio di risorse nostrane...

venco

Ven, 22/09/2017 - 10:24

NON si deve far lavorare gli immigrati clandestini, se c'è bisogno di lavoratori i datori li devono far arrivare in regola, li pagano in regola e a fine rapporto ritornano a casa, questo è semplice rispetto delle nostre leggi, che i nostri politici massoni che ci governano e pure il sindacato NON vogliono far rispettare.

Mannik

Ven, 22/09/2017 - 10:45

A casaaaa ... ah no, i delinquenti sono nostrani. Scusate.

nerinaneri

Ven, 22/09/2017 - 11:06

...una goccia nell'oceano pacifico...

Ora

Ven, 22/09/2017 - 11:12

Perché felpini non va in queste aziende dove sfruttano i clandestini a dire a questi pseudo imprenditori che sono dei criminali? Paura è?

Ritratto di Pajasu75

Pajasu75

Ven, 22/09/2017 - 11:22

Approfittare della necessità altrui è vergognoso, ma non mi pare obbligassero nessuno ad accettare le condizioni offerte: l'alternativa al rifiuto sarebbe stata quella di continuare ad oziare nei centri di accoglienza, facendosi bastare i due euro al giorno. Per quanto riguarda la retribuzione diversa ritengo vergognoso buttarla sul razzismo: questa è economia, dove il prezzo è il punto di incontro di domanda ed offerta. Gli africani vengono pagati di meno non per il colore della pelle, ma solo perchè assolutamente incapaci a fare qualunque cosa.

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Ven, 22/09/2017 - 11:23

Ma non si era detto che i rifugiati africani non ne vogliono sapere di lavorare, che vengono alloggiati in alberghi a 12 stelle e che sono privilegiati rispetti agli europei?

Reip

Ven, 22/09/2017 - 12:26

Adesso esce fuori il Caporalato! ma se sono 50 anni che le cose vanno avanti cosi da quelle parti! Ma secondo voi allora, cosa li fanno entrare a fare tutti questi finti profughi clandestini???

il corsaro nero

Ven, 22/09/2017 - 13:35

@Omar El Mukhtar: perchè non è vero forse?

Malacappa

Ven, 22/09/2017 - 13:51

Omar non fare il finto tonto ci sono invasori in alberghi e lo sai bene.I soggetti in questione se non gli va bene possono sempre tornare nel loro paradiso,come dice Reip da quelle parti e' sempre stato cosi.