Costringeva i ragazzi all'autoerotismo, caposcout nei guai

Finisce ai domiciliari un 34enne di Potenza, l'inchiesta della polizia è stata avviata dalla denuncia di un sacerdote a gennaio

Costringeva i ragazzi a masturbarsi perché quello era un rimedio miracoloso e così avrebbero aiutato a guarire un loro compagno. È finito in manette un caposcout di 34 anni, nel potentino, che era stato scoperto e denunciato alla polizia da un sacerdote locale.

La storia scoperta dagli agenti, su cui ha squarciato il velo il parroco, è terrificante. L’uomo, infatti, era riuscito a convincere alcuni degli adolescenti affidati alle sue cure di educatore a compiere atti di autoerotismo davanti ai suoi occhi. Quegli atti servivano a curarsi, secondo la folle spiegazione che il caposcout forniva a quei ragazzini di appena sedici anni che erano stati affidati alle sue cure e alla sua responsabilità.

I fatti sono accaduti nell’estate dello scorso anno ed è stato un sacerdote a svelare tutto agli inquirenti. Il parroco aveva raccolto alcune confidenze attorno a quanto stava accadendo in quel gruppo di scout. Alcuni di quei giovanissimi avevano abbandonato tutto, e non se ne capivano i motivi. Indagando un po’, il sacerdote ha accolto alcune voci che andavano facendosi sempre più pressanti negli ambienti scout e della parrocchia. C’erano troppi dubbi sull’operato del caposcout che perdeva i giovani del suo gruppo. E così, a gennaio, ha deciso di svelare le sue perplessità alla polizia che ha immediatamente avviato le indagini.

La delicata inchiesta degli agenti di Potenza ha consentito loro di acquisire elementi tali da convincere il giudice per le indagini preliminari del tribunale lucano di disporre un’ordinanza di custodia cautelare al regime degli arresti domiciliari per il 34enne. Gravissime le ipotesi di reato a suo carico: come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, il caposcout deve rispondere di violenza sessuale continuata ai danni di minori.