Il Duomo di Milano? Ecco perché è più solido di Notre-Dame

Francesco Canali, direttore dei cantieri della Veneranda Fabbrica del Duomo, spiega perché il Duomo di Milano è più sicuro di Notre-Dame

Marmo, laterizi e muratura: ecco perché il Duomo di Milano è più sicuro di Notre-Dame. All'indomani della tragedia che ha scioccato Parigi, la Francia e tutto il mondo, ci si interroga anche sulla sicurezza delle altri cattedrali gotiche e non, simboli della cristianità. E la mente, allora, non può che correre al Duomo di Milano, che grazie alle sue strutture e volte in marmo, laterizi e muratura è appunto strutturalmente diverso e più solido della cattedrale di Parigi. Ciò detto, ci sono parti vulnerabili. E sono l'organo, il coro e le sacrestie.

A spiegare i punti di forza e quelli di debolezza della Basilica Cattedrale Metropolitana della Natività, è Francesco Canali, direttore dei cantieri della Veneranda Fabbrica del Duomo, che ricorda: "Nella storia del nostro Duomo c'è soltanto un incendio, che risale al XVII secolo. Divampò nelle sacrestie, che allora erano abitate e riscaldate con bracieri. Oggi ci sono sistemi di controllo molto efficienti…", le sue parole riportate dal Corriere e Repubblica: "Notre-Dame ha una quantità di legno che è l'equivalente di 21 ettari di bosco, legno anche molto stagionato, visto che in parte era ancora quello originale della costruzione. Il Duomo, invece, è diverso: ha tutte le strutture sono in marmo, laterizi e anche le coperture a volta sono in muratura".

Il responsabile del cantiere perpetuo – dove si lavora da 633 anni – commenta così il dramma di Parigi: "Non si può guardare, è un tormento. Poco fa ho visto cadere un pezzo e ho sentito un dolore, perché questo è lo scenario con cui dobbiamo misurarci tutti i giorni". Motivo per il quale anche a Milano l'attenzione deve rimanere sempre alta: "Il marmo e la pietra, per esempio, hanno un peso maggiore del legno, e questo comporta molta attenzione nella gestione della sicurezza per gli eventi sismici". Canali, infine, chiosa così: "Sono edifici concepiti per attraversare i secoli, ma o hanno le cure necessarie continue, o si rischia l'irreparabile".

Parla l'arcivescovo di Milano

“È una ferita comune per tutta l'Europa. Sto pensando a come esprimere la solidarietà alla Chiesa francese e alla città di Parigi. Un simbolo che brucia è un lutto per tutti: questo rogo ha colpito un simbolo religioso, della storia, il luogo di convergenza di una civiltà". Così l'arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, sull'incendio che ieri ha devastato la cattedrale di Notre-Dame, parlando a margine della cerimonia di commemorazione dei cittadini milanesi caduti per la libertà, questa mattina al Campo della Gloria del Cimitero Maggiore.

"Non solo i cattolici piangono è uno spettacolo impressionante, perchè è un luogo in cui la civiltà di cui facciamo parte è rappresentata". L'arcivescovo si è poi augurato che "si metta mano alla ricostruzione per recuperare questo luogo di storia e di preghiera, perchè penso che ricostruzione voglia dire ricominciare a costruire la civiltà che ha generato Notre Dame".