Ecco perché gli abiti dei negozi di Zara & co hanno prezzi così bassi

Due analisti hanno voluto spiegare perché gli abiti dei negozi low cost hanno prezzi molto inferiori rispetto a quelli delle grandi firme

Gli abiti di Primark, H&M e Zara sono amati in tutto il mondo, ma alcuni esperti hanno deciso di rispondere a una domanda un po' spinosa: "Perché questi marchi costano così poco?".

Stefania Saviolo, responsabile del knowledge center fashion di SDA Bocconi, e Mauro Rossetti, direttore dell’Associazione tessile e salute, hanno provato a dare una risposta a questa domanda che almeno una volta nella vita tutti si sono chiesti. E sicuramente c'è anche chi ha subito puntato il dito sulla qualità di questi abiti.

Inazitutto, i due analisti hanno affrontato questo tema sfatando un mito: questi marchi non sempre utilizano tessuti più scadenti rispetto alle firme costose. Le linee di abbigliamento low cost sono come i supermercati, perciò, puntano tutto sulle grandi quantità. Producendo tanto possono permettersi di tenere i prezzi bassi.

Il secondo punto analizzato è quello del modello di business. La pubblicità per queste catene è a basso costo, i testimonial non sono famosi e la parte di designe è quasi inesistente: questo comporta un notevole risparmio che abbassa il prezzo sul cartellino.
"I costi sono inferiori anche per i luoghi di produzione e per il personale dei negozi che è molto più basso e meno numeroso dei negozi griffati" - spiegano i due analisti.

Come riporta ilgazzettino, la qualità degli abiti è ovviamente inferiore rispetto a quelli costosi, ma questo non significa che vada a scapito della salute. I capi, per essere venduti, devono rientrare in uno standard internazionale che consente al cliente di avere un vestito che è proporzionale a quanto gli si chiede di pagarlo.

Il vero problema, sottolineano gli esperti, è il luogo in cui avviene la colorazione. Principalmente, per queste catene il Paese scelto è l'India, dove le regole stabilite dall'Ue potrebbero non essere rispettate. Gli analisti, per questo motivo, si sono sentiti in dovere di dare due consigli: "Leggete il cartellino del capo d'abbigliamento sono riportare le percentuali di tutte le fibre che lo compongono e i consigli di lavaggio. Se sentite odori sgradevoli o acri potrebbero essere il segnale di coloranti economici o a base di sostanze chimiche nocive".

Commenti

adK

Lun, 27/06/2016 - 18:42

Spero che l'analisi completa sia un po' più approfondita. Una maglietta di Zara, di H&M, di Abercrombie o di Armani spesso è fatta dallo stesso fornitore cinese. Zara investe molto poco in pubblicità, ma di H&M non si può dire lo stesso, ha comunque testimonial ben pagati. Poi è ovvio che i costi sono nettamente diversi, non solo per il prodotto, ad esempio: se in un negozio in cui entrano mille persone al giorno ci sono 6 addetti alla vendita e in uno in cui entrano 20 persone al giorno ci sono 8 venditori (che prendono pure la provvigione) i costi non sono nemmeno paragonabili.

joecivitanova

Lun, 27/06/2016 - 21:17

..forse l'analisi dovrebbe essere un po' più approfondita non tanto sul campo, come hanno fatto sicuramente i due bravi esperti, ma anche negli spogliatoi..!! g.