Strangola moglie a mani nude e si lancia nel vuoto

L’uomo, stando a quanto ricostruito al momento dagli inquirenti, che continuano ad investigare per vagliare altre ipotesi, non riusciva ad accettare la fine del matrimonio con la coniuge

Un altro omicidio-suicidio, il terzo in soli due giorni, dopo gli episodi di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) e di Cetona in provincia di Siena.

Stavolta è avvenuto in Sardegna, per la precisione a Senorbì (Cagliari), e la vittima è una donna di 51 anni, Paola Sechi. Il marito, il 62enne Carlo Cincidda, stando a quanto riferito da “La Nuova Sardegna”, non riusciva ad accettare l’idea che la coniuge avesse deciso di separarsi da lui e di mettere fine ad un rapporto ormai sempre più logorato da continui litigi e discussioni.

Ecco probabilmente individuato il movente che ha portato all’omicidio della donna, anche se, ovviamente, le indagini dei Carabinieri della sezione di Dolianova proseguono alla ricerca di altri eventuali indizi. Al termine dell’ennesimo litigio, Cincidda, probabilmente in preda ad un raptus improvviso, avrebbe strangolato la moglie a mani nude, prima di allontanarsi in auto dal luogo del delitto.

Sono stati dei vicini ad effettuare una segnalazione ai carabinieri i quali, giunti sul posto, avrebbero rinvenuto il corpo senza vita della donna nel bagno.

Immediate le ricerche del marito, che hanno invece portato alla scoperta di un secondo cadavere: l’uomo ha scelto il luogo presso il quale aveva lavorato fino all’anno prima per togliersi la vita. Dopo esser salito su una sorta di silo tramite una scala esterna, si sarebbe lasciato cadere nel vuoto da un’altezza di oltre dieci metri, ponendo fine, probabilmente, anche ai rimorsi per ciò che aveva fatto. Sotto choc la comunità di Senorbì.