Benevento, la trovata del candidato. Fac-simile di multa ​per chiedere il voto

Mimmo Franzese, classe 1979, semina finte multe sui parabrezza delle auto di Benevento. E ora rischia una denuncia

Quando arriva una multa, la giornata si guasta. Trovare una “sfogliatella” (come la chiamano ironicamente in diverse zone del Sud Italia) sul parabrezza non fa piacere a nessuno. Immaginate la sorpresa giovedì mattina quando moltissimi beneventani si sono ritrovati un verbale sull’auto. O almeno ciò che sembrava un verbale. Invece è una clamorosa iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo sannita. Si tratta di Mimmo Franzese, classe 1979, imprenditore nel settore della ristorazione. “Un’idea di una mia amica che studia marketing” dice Franzese, che continua: “Le ho distribuite praticamente in tutta Benevento, tra mercoledì e giovedì, ho iniziato a mezzanotte e ho finito all’alba. C’è scritto dietro che sono un fac-simile. Nell’intestazione si legge Corpo di cambiamento della Città di Benevento e sono indicate infrazioni del tipo Ragiona fuori dagli schemi, Troppo attaccato alla propria terra, Cercava di cambiare la città, Lavoratore indipendente”. Ma la provocazione non finisce qui: “Il luogo in cui è stato elevato la finta contravvenzione è una fantomatica via Fausto Pepe, che non esiste nella realtà (Fausto Pepe è l’attuale sindaco di Benevento, esponente di uno schieramento politico cui il Franzese si oppone, ndr)”. Nella finta multa è indicato anche il numero civico, 71.

Nella “smorfia” napoletana un numero che indica un uomo da niente (diciamo così per carità di patria…), cosa significa? Franzese è netto: “Ho voluto riferirlo a me stesso, ironicamente, per il colpo basso anche se scherzoso che ho fatto al sindaco e all’amministrazione. Potevo anche lasciarlo a una libera interpretazione, ma ho preferito non farlo” afferma il candidato. L’iniziativa non è passata affatto inosservata, ovviamente. “Sono stato convocato dai vigili urbani che mi hanno consegnato un foglio in cui è scritto che mi notificheranno una multa cumulativa, anche se la loro intenzione era quella di farmi una multa (stavolta vera, ndr) per ogni strada in cui sono state trovate le multe finte. E poi mi contestano un inizio anticipato della campagna elettorale, ma allora come la mettiamo con i cartelloni 6x3 dei candidati a sindaco? Poi vogliono denunciarmi per procurato allarme, affissione abusiva e uso improprio di moduli di Stato”. Il quadro legale com’è? “Io difenderei Mimmo Franzese”, dice sicuro l’avvocato milanese Davide Steccanella. “Ricordo che nel 1993, durante la campagna elettorale per le comunali di Milano, Umberto Bossi attaccò il candidato avversario della Lega Nando Dalla Chiesa storpiandone il cognome in Dalla Cosa Nostra. Una cosa gravissima, enorme. All’indirizzo oltretutto del figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia a Palermo. Si aprì un dibattito perché in molti ritennero che Bossi, per quanto avesse fatto un’affermazione gravissima e offensiva, restava nell’ambito della critica politica.

Il legale torna al caso Franzese: “La multa-volantino elettorale è un falso evidente, come i soldi del Monòpoli, potrebbe al limite ravvisarsi un falso materiale come da articoli 476 e seguenti del codice penale. Nessuno può aver pagato a causa di un volantino del genere scambiandolo per una vera multa. Non mi pare nemmeno che la diffamazione nei confronti del sindaco, dal momento che lo si invita ad andarsene (“via Fausto Pepe” è scritto sulle finte multe, ndr), possa essere fatta valere senza la scriminante del diritto di critica politica. Diverso sarebbe il caso di un insulto personale alla persona del sindaco, che costituirebbe diffamazione assolutamente imputabile con l’aggravante di essere rivolta a un pubblico ufficiale. In questo caso non ci sarebbe la scriminate di critica”. Cosa rischia giudiziariamente il Franzese? “Con gli elementi di cui sono a conoscenza, un eventuale procedimento per diffamazione potrebbe essere archiviato dalla Procura della Repubblica o dal giudice che effettua l’accertamento. Di solito la formula in questi casi è Il fatto non costituisce reato, la stessa che può riguardare alcuni giornalisti imputati di diffamazione, per intenderci”. Intanto Mimmo Franzese prepara un altro colpo a effetto della sua campagna elettorale: “Riguarderà i commercianti di Benevento, per cui non si allarmino”, rivela il candidato. Con la sua trovata di marketing futurista, quest’imprenditore ha acceso la campagna elettorale cittadina. Che a Benevento continua, ma senza troppa fretta. C’è il rischio di una multa per eccesso di velocità. Stavolta vera!

Commenti

sparviero51

Ven, 29/04/2016 - 18:50

UN ALTRO "0" SI AFFACCIA IN POLITICA.NON CI BASTANO GIÀ QUELLI CHE CI GOVERNANO!!!