La fatturazione elettronica è un successo

Al via una nuova era nei rapporti tra fornitori e Pubblica amministrazione. Più trasparenza per la spesa pubblica

Motori a tutta spinta per il sistema di fatturazione elettronica nei confronti delle Amministrazioni dello Stato. Una novità entrata in vigore lo scorso 6 giugno. A partire da quella data, i fornitori degli enti facenti capo alle Amministrazioni centrali dello Stato, ad agenzie fiscali ed enti di previdenza, sono obbligati a emettere fatture solo nel formato FatturaPa e a trasmetterle attraverso il Sistema di Interscambio (SdI). Chi non ottempera a questa normativa non può ottenere il pagamento dei beni o dei servizi ceduti.

Ebbene, nel solo periodo 1 luglio-15 luglio il numero di «file fattura» elaborati dal SdI è quasi doppio a quello registrato tra l'entrata in vigore dell'obbligo, il 6 giugno 2014, e il 30 giugno. Per la precisione, nella prima metà di luglio il sistema ha elaborato 76.909 file fattura, contro 43.083 del mese precedente. Ricordiamo che il numero di file fattura non equivale esattamente alle singole fatture. Infatti, un file fattura può essere composto anche da un lotto di documenti, purché indirizzati allo stesso ente.

Tra i perni della nuova modalità di fatturazione vi sono, appunto, il Sistema di Interscambio, il formato Fattura Pa e l'Indice delle Pubbliche amministrazioni. Ognuna di queste entità è nata in momenti diversi ma nella cornice comune di un'innovazione progressiva dei processi dello stato in ottica di «dematerializzazione documentale». Un ammodernamento che riflette - va sottolineato - un analogo sforzo attuato da anni nel mondo privato, soprattutto con lo sviluppo, negli anni Settanta, dell'Electronic data interchange (Edi). Una tecnologia utilizzata - e spesso «imposta» - dalle grandi aziende multinazionali nei confronti dei loro fornitori.

Il Sistema di Interscambio (gestito tecnicamente da Sogei, Società informatica controllata al 100% dal ministero dell'Economia e delle Finanze) nasce in seguito alla legge finanziaria 2008. In realtà, lo Stato aveva iniziato ad ammettere lo scambio di documenti elettronici e fatture verso enti della Pubblica amministrazione già da diverso tempo prima dell'avvento di FatturaPa. Per rendere più efficiente, controllata e monitorabile la fatturazione verso la Pa, in vista di una sua più massiccia diffusione, verso la fine dello scorso decennio si è deciso di prevedere un unico hub obbligatorio per i flussi dei file fattura, al fine di facilitarne la verifica, l'identificazione dei destinatari, l'inoltro dei documenti e l'utilizzabilità per attività di monitoraggio e analisi statistica.

Cosa aggiunge invece il formato FatturaPa (www.fatturapa.gov.it) ? Anche a questo proposito, è bene ricordare che la fattura elettronica è già riconosciuta da anni nel nostro Paese. Anche nel settore privato, dove in mancanza di un formato univoco, è previsto che le fatture elettroniche possono essere costituite anche da scansioni di documenti cartacei inviati via email purché - all'interno dello stesso messaggio - siano presenti informazioni complementari idonee a rafforzare il valore e l'inoppugnabilità della fattura.

I file in formato FatturaPa sono più simili ai file Edi che alle fatture elettroniche inviate nel modo appena descritto. Così come i file Edi rispondono a specifici requisiti dei settore merceologici in cui sono stati sviluppati (automotive, chimico-farmaceutico, ecc), anche FatturaPa risponde a stretti criteri predefiniti. L'utilizzo del linguaggio aperto Xml ( eXtensible Markup Language ) garantisce, comunque, la possibilità di generare i file fattura con tutti i tipi di software e la loro interoperabilità. Poi, però, è obbligatorio che vi siano elementi quali la data di emissione, la firma elettronica qualificata - che garantisce l'autenticità dell'emittente e l'integrità dei dati contenuti nella fatture - e il codice univoco dell'ufficio destinatario. Quest'ultimo è reperibile sull'Indice delle Pubbliche amministrazioni ( www.indicepa.it) , istituito con Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 31 ottobre 2000 «recante le regole tecniche per il protocollo informatico».

Alla fine, insomma, tanti processi innovativi hanno iniziato a convergere per istituire innovazioni che dovrebbero rendere più trasparente, monitorabile ed efficiente il modo di interagire tra fornitori e Pubblica amministrazione.