Fermata "community" di pedofili. Un italiano gestiva gli scambi online

Protetti dal deepweb, si scambiavano materiale illecito. Per la prima volta un sequestro di denaro virtuale

In Italia è la prima volta che un'indagine porta al sequestro di Bitcoin, la criptomoneta spendibile soprattutto online. Dietro questo primato si cela però una storia scabrosa e un lavoro che ha permesso alla Dda di Roma, grazie alla collaborazione dell'Europol, di scoprire una comunità online frequentata da pedofili.

Era un italiano a gestire il luogo virtuale, che i frequentatori utilizzavano per scambiarsi informazioni su "materiale di nuova produzione", rendendosi responsabili di atti illeciti di ogni tipo. A schermare la comunità il fatto che si trovasse sul deepweb, l'internet nascosto dove proliferano tutte quelle attività, dal traffico di armi e droga alla pedofilia, che altrove verrebbero scovati e messi offline in tempi piuttosto rapidi.

Nell'ambito dell'operazione Babylon, i poliziotti del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online hanno sequestrato 11mila wallet di criptomoneta.

Commenti

unz

Ven, 31/07/2015 - 17:17

castrazione chimica.