Ferrovie Sud Est: presunta truffa transnazionale per 11 milioni di euro

Chiesto il rinvio a giudizio per sette persone. L’accusa: prezzi gonfiati per l’acquisto e la ristrutturazione di vagoni ferroviari

Le Ferrovie del Sud Est continuano a far parlare di sé. Sprechi e inefficienze, la delicata situazione finanziaria. E ora la procura di Bari che ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone e per la società. L’accusa è di truffa (da 11 milioni di euro) per carrozze ferroviarie acquistate e strutturate a prezzi che, secondo la magistratura, sarebbero stati gonfiati. Tutto gira intorno all’acquisto di cinquantadue vagoni di un’azienda polacca, la Varsa Sp. Zoo.
La Regione Puglia e 18 lavoratori delle Ferrovie hanno chiesto di costituirsi parte civile nell’udienza preliminare rinviata all’8 aprile. I dipendenti si ritengono parti danneggiate in quanto, dopo il commissariamento, hanno subito gli effetti del piano di rientro con una diminuzione del loro stipendio del 40 per cento.
La truffa sarebbe stata realizzata acquistando 27 carrozze tedesche di seconda mano, ristrutturate poi in Croazia e altri 25 convogli Atr nuovi, sempre dalla Polonia; il tutto a prezzi gonfiati rispetto ai valori di mercato.
I fatti contestati si riferiscono al periodo comprendo fra il 2006 ed il 2012. Rischiano il processo Luigi Fiorillo, ex amministratore unico e legale rappresentante delle Ferrovie Sud Est (accusato, inoltre, di una serie di reati fiscali); Carlo Beltramelli e Marco Mazzocchi, rispettivamente procuratore speciale e rappresentante legale della società polacca “Varsa Sp. Zoo”; Nicola Alfonso, responsabile tecnico delle Ferrovie; Giuseppe Fiaccadori, rappresentante legale di “Railconsulting srl”; Tomasz Zaboklicki e Zygfryd Franciszek Zurawski, presidente e membro del direttorio della società di Varsavia.
Beltramelli e Alfonso rispondo, inoltre, di corruzione per via di un’auto che il primo avrebbe regalato al secondo.