Fondi del Vaticano, ora il finanziere Mincione è indagato

Il finanziere Raffaele Mincione, quello dello scandalo legato al Vaticano, è indagato dalla procura di Roma per corruzione ed associazione a delinquere finalizzata alla truffa

È indagato per via delle operazioni finanziarie che hanno interessato l'ente previdenziale Enasarco e il fondo Athena, ma il nome del finanziere Raffaele Mincione è già balzato sulle cronache per via dello scandalo che si è abbattuto nel corso di queste settimane sul Vaticano e sull'utilizzo di alcuni fondi.

E questi elementi possono in qualche modo presentare una qualche correlazione. Lo scandalo appena citato è quello iniziato mediante la notizia di alcune acquisizioni di documenti ed apparati elettronici effettuate all'interno di alcuni uffici della Segreteria di Stato e poi proseguito con dei provvedimenti di sospensione emessi nei confronti di cinque persone incaricate dalle parti di piazza San Pietro. Tra gli acquisti attenzionati da coloro che stanno indagando, c'è quello di un palazzo di lusso a Londra. Ma adesso è possibile annotare un'ulteriore inchiesta: quella partita dalla procura di Roma. La stessa per cui Raffaele Mincione, insomma, risulta essere indagato. Trattasi, come sempre avviene in questi casi, d'ipotesi di reato. E le fattispecie individuate, quelle ancora tutte da verificare, rientrano nella presunta associazione per delinquere finalizzata alla truffa e nella presunta corruzione. Ma qual è il trait d'union che può connettere, in qualche modo, le indagini operate nei confronti di Mincione e quanto sta emergendo attorno alla Santa Sede?

Stanto a quanto riportato dall'edizione odierna de La Stampa, è possibile specificare quanto segue: "Nel portafoglio di Enasarco figura infatti nel 2013 una quota dell'investimento immobiliare a Londra, al 60 di Sloane Avenue, che è anche al centro dello scandalo sui rapporto tra la Santa Sede e il finanziere". Non è un garbuglio facile da districare. Il quadro dovrà essere chiarito. Per ora si è appreso come gli inquirenti si stiano concentrando anche sul fatto che quel palazzo sia stato ceduto al Vaticano per una cifra tre volte superiore rispetto a quella dell'acquisto precedente. A riportare questo dettaglio, tra gli altri, è stato Il Corriere della Sera, che parla di "plusvalenze". Ma la questione sembra essere ancora più complessa.

Prescindendo da quello che viene raccontato sulle fonti sopracitate attorno alle presunte scalate finanziarie di Mincione, vale la pena sottolineare come circoli una sensazione relativa a un'altra ipotesi: quella secondo cui qualcuno dal Vaticano potrebbe aver avallato l'operazione in oggetto. E infatti, sempre su Il Corriere della Sera, si legge quanto segue: "L’ipotesi formulata dalla Procura di Roma sembra dimostrare che dietro questo affare possano esserci nuove e inedite complicità. Per questo le verifiche si concentrano sull’effettivo ruolo dei funzionari di Enasarco che avrebbero favorito Mincione, ma anche su eventuali legami con alti prelati che potrebbero essere stati coinvolti in altri investimenti dei Fondi Athena".

Vedremo se nel corso delle prossime settimane fuoriusciranno altre informazioni in grado di chiarire l'entità di questa indagine.

Commenti

ilsegretario

Ven, 08/11/2019 - 12:34

Mincione? Ma non è quello che ha finanziato l'acquisto di sma auchan da parte dei compagni di Conad..????