Fuorisalone, "open borders" alla Statale di Milano

L'Università degli Studi di Milano inaugura la settimana del Mobile con la Mostra "Open Borders"

L'Università degli Studi di Milano inaugura la settimana del Mobile con la Mostra "Open Borders". Qui le linee classiche dell'Edificio, iniziato a metà del xv secolo, si fondono con 21 Istallazioni firmate da Grandi Studi Internazionali di Architettura. Il tema "Aprire i confini", ha dato piena libertà ai progettisti che hanno presentato opere anche diversissime tra loro. Entrando nella corte in via Festa del Perdono, si è subito catturati dalla maestosa" Il confine invisibile" creato da Mad Architects: un velo translucido che discende dal loggiato del Cortile d'Onore fino al prato.

Sempre nel Cortile d'Onore si trova "Towers" realizzato da Velko Group: in questo caso si tratta di una struttura cilindrica, a forma di torretta, che funge da punto di partenza per riflettere sulla natura dell'architettura e sull'opera dell'uomo. Riflessione sul paradosso dell'Era digitale è invece il soggetto creato da East end Studios su progetto di Felice Limosani: l'installazione prevede una serie di immagini in movimento generate dalla conversione in pixel dei grandi flussi d'informazione reperibili su internet. Sempre nel cortile, un'opera dal forte impatto visivo è sicuramente L'art del la photographie di Alidem: un grandissimo pannello dove design e fotografia trovano in connubio perfetto. L'immagine fotografica diventa installazione di design per sottolineare la potenza della visione.

Nel cortile del 700 si trova il progetto a cura di Marco Ferreri e designato per la XXVI Triennale Internazionale di Milano. L'Architetto italiano, ha interpretato il tema proponendo un modello di albergo diffuso dal basso impatto ambientale e dedicato ai nuovi pellegrini. La mostra espone 4 casette/albergo di circa 9metri quadri ciascuna, realizzate prevalentemente in legno e autonome dal punto di vista energetico. Si parla invece di istallazione educativa per il progetto creato da Carlo Ratti Associati che pone l'attenzione sulla crisi climatica. "Basterebbe aumentare del 10per cento per limitare il cambiamento climatico" si legge nel pannello espositivo. L'opera, costituita da un salotto all'aperto, permette di stimare la temperatura media in tre scenari climatici differenti sottolineando come il tema ambientale si possa legare perfettamente al "design". Connubio tra arte e cinema è invece la creazione "La stanza del Vuoto" di Parisotto-Formenton Architetti. Il padiglione intende evocare tramite fotogrammi del film "La notte" di Antonioni, la straordinaria capacità del regista di smaterializzare i luoghi creando smarrimento e sorpresa. Non solo design quindi alla Statale ma una mostra che spazia oltrepassando davvero i confini.