Giustizia, sciopero giudici di pace: sospesi 500mila provvedimenti

Dall'8 al 12 luglio è previsto uno sciopero delle aule di giustizia: i profili interessati sono i giudici di pace, viceprocuratori e giudici onorari.

Sciopero nelle aule di giustizia: dall'8 al 12 luglio non saranno garantite le regolari attività di giudici di pace, viceprocuratori e giudici onorari. Saranno rinviati 500mila procedimenti nel nostro paese, 45milla di questi solamente in Campania. L'associazione dei lavoratori riporta la seguente nota: "La magistratura onoraria chiede il rispetto degli impegni. Il contratto di governo prevede testualmente: ''Bisogna riconoscere il ruolo dei magistrati onorari con una modifica della riforma Orlando, affrontando anche le questioni attinenti al trattamento ad essi spettante ed alle coperture previdenziali ed assistenziali"".

La nota conclude con quanto segue: "La riforma Orlando è stata definita dal ministro della giustizia Bonafede uno 'tsunami' per il sistema giustizia, che porterà in modo ineludibile ad annientare la giustizia nel nostro Paese. Occorre essere conseguenti e abrogare la riforma Orlando".

In provincia di Pavia, ad esempio, alcune decine di lomellini e vigevanesi coinvolti in procedimenti civili, dovranno forse attendere l'anno prossimo per ricevere il pronunciamento da parte del giudice di pace. Dato il numero limitato di tali profili professionali in quel di Vigevano, di conseguenza, una ventina di cause saranno messe in discussione la settimana prossima. Palazzo Roncalli vede la presenza di soli quattro funzionari amministrativi e tre giudici di pace.

Dibattimenti come lesioni o minacce, originariamente in programma a luglio 2019, saranno probabilmente rinviati a non prima di aprile-giugno 2020. Rinvii di soli due-tre mesi all'interno di tribunali con più personale. Di conseguenza, le cause che si sarebbero dovute discutere questo mese, saranno avviate entro settembre-ottobre. Come si legge da La Provincia Pavese, la mole di lavoro per i giudici di pace di Vigevano è particolarmente aumentata dopo la riforma.