"Greta? Un abbaglio", parola di Franco Prodi

Il fisico e climatologo Franco Prodi smonta il fenomeno Greta Thunberg: "Nessuna ricerca scientifica stabilisce una relazione certa tra le attività dell’uomo e il riscaldamento globale"

"Con Greta Thunberg siamo di fronte a un abbaglio mondiale”. Parola del professor Franco Prodi, fratello dell'ex premier Romano Prodi, nonché fisico, metereologo docente presso l'Università degli Studi di Ferrara ed ex direttore dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Cnr. Un accademico di livello internazionale che intervistato dall'Huffpost riflette sulla natura del fenomeno Greta e del movimento Fridays for Future che lotta contro i cambiamenti climatici. Secondo Franco Prodi "nessuna ricerca scientifica stabilisce una relazione certa tra le attività dell’uomo e il riscaldamento globale. Perciò, dire che siamo noi i responsabili dei cambiamenti climatici è scientificamente infondato".

Il docente, tuttavia, non è affatto un negazionista e nell'intervista spiega come la storia del pianeta sia anche la storia dei cambiamenti climatici. "I dati che abbiamo a disposizione dicono che, dai primi anni dell’ottocento (quando sono state state impiantate le prime stazioni meteorologiche in diverse parti del mondo), la temperatura media globale è cresciuta ogni secolo di un decimo di grado. Questo è innegabile, nessuno lo contesta. Ciò che è in discussione, nella comunità scientifica, è la causa di questa crescita" afferma Franco Prodi. L'unica cosa che si conosce per certo, sottolinea il professore, è che "il clima terrestre è il risultato dello scambio di due flussi di fotoni: uno che dal Sole va verso la Terra, e l’altro che sale dalla Terra verso l’esterno". La Terra, sottolinea, ha una temperatura di 300 gradi kelvin, circa 25,5 gradi centigradi. È come se da una parte ci fosse una lampada, e dall’altra una palla di vetro. In mezzo a esse, l’atmosfera. Dunque la temperatura della palla di vetro dipende da una molteplicità di fattori, "tra cui la distanza che c’è tra la lampada e la palla di vetro".

Franco Prodi è forse tra i pochi a non cedere al climaticamente corretto, ma di certo non l'unico. Come spiega, tra gli altri, il professor Alberto Prestininzi, intervistato da Atlantico Quotidiano, dal 1800 circa la temperatura sulla terra ha subito un aumento di 0,9 gradi circa. La data alla quale si fa riferimento è poco significativa: è stata assunta perché al 1800 circa si attribuisce l’inizio delle attività industriali, con immissione di CO2 antropica. In effetti, spiega il professore, la temperatura sul pianeta ha iniziato la propria risalita a partire dal 1700 d.C., quando è stato registrato il minimo di temperatura di quella che è stata definita "la piccola era glaciale", il cui inizio è individuato intorno al 1400 d.C. Questo indica, sottolinea il docente, che "il sistema naturale climatico si trova oggi in una fase calda” che, tuttavia, si attesta ancora su valori inferiori a quelli della fase calda medievale del 1200 d.C. circa, quando si trovava a +1,5; +1,7 rispetto al minimo del 1700 d.C.. Dal 2000 ad oggi, salvo un picco del 2017 dovuto al “Niño”, la temperatura sulla terra è rimasta pressoché costante, anzi è diminuita di circa 0,1 gradi".

Prodi e Prestininzi sono tra gli studiosi e gli scienziati di fama internazionale che hanno lanciato una petizione che ha "l’obiettivo di incentivare un serio dibattito sul futuro del nostro pianeta in base alle attuali conoscenze scientifiche e scevro da condizionamenti politici” e di cui abbiamo parlato su Inside Over. Secondo gli studiosi, va ricordato che “il riscaldamento osservato dal 1900 ad oggi è in realtà iniziato nel 1700, cioè al minimo della Piccola Era Glaciale, il periodo più freddo degli ultimi 10.000 anni (corrispondente a quel minimo millenario di attività solare che gli astrofisici chiamano Minimo Solare di Maunder). Da allora a oggi l’attività solare, seguendo il suo ciclo millenario, è aumentata riscaldando la superficie terrestre”.

La scorsa settimana, su Il Giornale, è intervenuto il professor Antonino Zichichi, spiegando che inquinamento e cambiamenti climatici sono due cose diverse e smontando così uno degli slogan preferiti dei "gretini". "Legarli vuole dire rimandare la soluzione" osserva "e infatti l'inquinamento si può combattere subito senza problemi, proibendo di immettere veleni nell'aria". Il riscaldamento globale è tutt'altra cosa, afferma il professore, in quanto dipende dal motore meteorologico dominato dalla potenza del Sole. Le attività umane incidono al livello del 5%: il 95% dipende invece da fenomeni naturali legati al Sole. Questo Greta lo sa?

Commenti

parmenide

Mar, 08/10/2019 - 00:07

Costei è un burattino caricato a molla che emette suoni al sintetizzatore e qui non vogliamo tapparle la bocca ma almeno non la si celebri. Oppenheimer a 15 anni faceva parte dei più celebrati consessi scientifici i cui membri veleggiavano attorno ai 60 anni. Il mio conterraneo Bepi colombo a 13 nni sapeva risolvere le equazioni differenziali alle derivate parziali, materia ostica anche per menti elette, Posso affermare che esistono cervelli di altra cilindrata ma la ragazzetta non appartiene a siffatta categoria.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 08/10/2019 - 09:53

I "gretini" lo sanno,ma hanno convenienza nel sostenere l'altra tesi(che non è una tesi),che ha solo risvolti economici & politici.

alexrodi2019

Mer, 09/10/2019 - 23:12

Come al solito la stampa preferisce montare dei burattini e non dà spazio a chi studia che ha in mano la verità. È più facile lavorare dove c è ignoranza. Oramai le università si potrebbero chiudere tanto esistono i social e personaggi che sono dei pozzi di scienza che spuntano dal nulla che sono i salvatori del monfo